Mardi 9 mars 2010 à 19h, l’Association Carlo Giuliani de Paris – créée en 2008 pour promouvoir les échanges culturels entre la France et l’Italie – vous invite à participer au quatrième dîner-débat qu’elle organise dans le cadre du café associatif « La Commune » 3, rue d’Aligre, Paris 12ème, sur le thème de la répression, en présence et avec la participation de la mère de Carlo – tué lors des manifestations durement réprimées contre le G8 en juillet 2001 à Gênes - Haidi Gaggio Giuliani, sénateur de la république italienne du parti de la Refondation Communiste pendant le deuxième gouvernement Prodi de 2006 à 2008. Martedi’9 marzo 2010 ha avuto luogo, presso il café associatif « La Commune », il quarto diner-débat – sul tema della repressione – organizzato dall’Associazione Circolo Carlo Giuliani di Parigi con la partecipazione di Haidi Gaggio Giuliani – che ha parlato della repressione in Italia – di Linda Scalzone e Claudio Tennant, che hanno parlato della repressione in Francia, di Lucia Martini, che ha parlato della lotta delle donne immigrate e della corrispondente de Il Manifesto da Parigi, Annamaria Merlo.
L’iniziativa é stata introdotta dalla proiezione di due video, preparati dall’Associazione, dedicati alla politica repressiva in Italia, mirabilmente preconizzata nell’indimenticabile film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto girato da Elio Petri nel 1970 ed a quella in Francia, largamente anticipata dal suo attuale presidente negli anni in cui era al governo come ministro dell’Interno.
Haidi Giuliani – il cui intervento é stato tradotto in francese da Annamaria Merlo – ha spiegato come fra la repressione delle manifestazioni contro il G8 a Genova nelle giornate di luglio 2001 – preceduta da quelle di Seattle e di Göteborg - e quella di oggi esista una continuità , mentre fra l’epoca in cui venne girato il film di Petri ed oggi vi sono differenze profonde nella reazione della società civile, che allora – un’epoca in cui i mass-media erano soggetti ad un controllo minore – era più vicina alla Resistenza. Oggi in Italia la situazione é stagnante, la maggioranza berlusconiana vuole riscrivere la storia della Resistenza e quella delle lotte degli anni 60 e 70. A partire dagli anni 80 si é messo in moto un processo di regressione che ha investito il mondo della scuola e quello del lavoro ed é approdato all’attacco allo Statuto dei Lavoratori.
Il luglio 2001 a Genova é stata la prova generale del fascismo, i media hanno descritto i fatti in modo distorto, la repressione ha colpito i manifestanti più pacifici e ingenui, per spaventare e dividere il movimento, il governo Berlusconi, appena insediato, doveva dimostrare la sua « efficienza » e dare un segno inequivocabile delle sue intenzioni. Negli anni seguenti, dopo 20 anni di « tregua », la polizia ha represso violentemente manifestazioni operaie, quelle degli immigrati, delle minoranze etniche più deboli ed esposte, come i Rom, di tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, sono considerati « diversi » nel silenzio quasi assoluto di mass-media controllati direttamente o indirettamente da Berlusconi o che combattono il suo governo ma non sono interessati al conflitto sociale.
L’offensiva della destra non si limita al mondo del lavoro ma colpisce anche quello dell’istruzione, della cultura, mentre il più grande sindacato, la CGIL, é più occupato nella difesa dei diritti acquisiti che in quella della nuova classe operaia, oggetto dello sfruttamento più duro, come i migranti e i precari. Qualche ufficiale di polizia – di quelli che erano passati attraverso l’esperienza della guerra in Somalia e di quella in Kossovo – ha dichiarato nel corso dei processi per i fatti di Genova che per procedere contro i manifestanti o i nemici in guerra si fa uso di tattiche analoghe, dato che l’unica differenza sono le armi usate; é interessante notare che ai processi per i fatti di Genova ed a quello per l’assassinio di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin si ritrovano gli stessi poliziotti e carabinieri.
Linda Scalzone ha parlato della repressione in Francia, in particolare di quelle zone di non diritto che sono i « Centres de rétention » dove vengono trattenuti quelli che in Italia vengono definiti « clandestini » in condizioni tali da provocare, due anni fa, la morte per mancanza di cure di un cittadino marocchino alla quale é seguito il parziale incendio del Centre de rétention di Vincennes oggetto del processo che si svolge in questi giorni. Anche la popolazione delle banlieues é oggetto della repressione pianificata da Sarkozy, provocando sempre più spesso la morte o il ferimento di suoi abitanti, nelle cités, per la strada, sui mezzi di trasporto, davanti alle scuole, nelle banche e negli uffici pubblici, in mille episodi della caccia ai sans-papiers scatenata per intimidire e terrorizzare la popolazione immigrata.
Claudio Tennant ha parlato dei vari sistemi di schedatura che progressivamente hanno trasformato la presunzione di innocenza alla base del diritto tradizionale in una sorta di presunzione di colpevolezza, Lucia Martini ha aggiunto una nota positiva, parlando della quantità e della qualità delle lotte e delle inziative delle donne immigrate attraverso una rete associativa ricca ed attiva e, infine, alcuni dei presenti hanno fatto delle considerazioni e posto domande sull’argomento del dibattito.
La serata si é conclusa, come é ormai tradizione dell’Associazione, con una cena italiana introdotta da una semplice ma gustosa bruschetta, continuata con l’immancabile pastasciutta e conclusa con un Tiramisu quanto mai opportuno, dati i tempi che corrono, mentre la discussione é continuata, in un’atmosfera allegra e conviviale, fra le oltre 60 persone intervenute all’iniziativa.
Grazie a tutti
Giustiniano Rossi
Invito tutti a firmare la petizione che si trova al link in basso…
Per chi non lo sapesse l’Enel vuole riaprire nel territorio del Parco del Pollino una centrale di ben 40 mw a biomasse e cdr. I rischi di questo impianto sono vari: disboscamento del Parco del Pollino (bruciando i boschi secolari si dovrebbe produrre « energia pulita » sic!), incenerimento e traffico di rifiuti, attività economiche gestite dalla criminalità organizzata, inquinamento, ricadute occupazionali nel campo del turismo e dell’agricoltura. Chiedere lo smantellamento della centrale è una rivendicazione molto importante, perchè segnala la mobilitazione attiva e permanente del Forum dei Comitati nei confronti degli atteggiamenti di rapina dell’Enel.
Quest’ultima, con arroganza e in maniera assolutamente antidemocratica, non vuole accettare il responso della volontà popolare, che ha ribadito in più occasioni il NO fermo e deciso ai progetti di speculazione sul territorio del Parco del Pollino; ma l’Enel non demorde, trovando alleati in imprenditori dell’industria del legno calabresi (viene da sè chiamare in causa il pericolo di infiltrazioni della ndrangheta nell’affare) e in quei pochi sindaci del Pollino che, in netta minoranza, si pongono totalmente ai margini della massa di persone, associazioni e comitati che hanno già manifestato più volte e in varie modalità la loro netta contrarietà al progetto di riapertura della centrale Enel.
Firmiamo tutti!
un caro saluto
Saverio De Marco (Indio)
Forum Stefano Gioia
http://www.firmiamo.it/sign/petition/noallacentralevalledelmercure
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I SOTTOSCRITTI CITTADINI ITALIANI, RITENGONO CHE LA CENTRALE ENEL DELLA VALLE DEL MERCURE, COMPLETAMENTE CHIUSA ORMAI DAL 1997 E SITA, IN CONTRASTO CON LE LEGGI NAZIONALI E COMUNITARIE, ALL’INTERNO DELL’AREA PROTETTA DEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO E DELLA ZONA DI PROTEZIONE SPECIALE (ZPS) POLLINO E ORSOMARSO, SIA UN GRAVE OSTACOLO ALLO SVILUPPO ECONOMICO E OCCUPAZIONALE DELL’AREA E DELL’INTERO PARCO E RAPPRESENTI UN POTENZIALE PERICOLO PER LA SALUTE DELLE POPOLAZIONI, A MOTIVO DELLE EMISSIONI, SE MESSA IN ESERCIZIO, E PER L’AMIANTO, MESSO “IN SICUREZZA”, MA TUTTORA ABBONDANTEMENTE PRESENTE AL SUO INTERNO.
CHIEDONO PERTANTO CHE DETTA CENTRALE VENGA AL PIU’ PRESTO SMANTELLATA
E CHE L’AREA, BONIFICATA E FINALMENTE SALUBRE, RITORNI FRUIBILE SECONDO LE SUE NATURALI VOCAZIONI, IN OSSEQUIO ALLA VOLONTA’, AI DIRITTI E AGLI INTERESSI DELLE POPOLAZIONI ED IN LINEA CON QUANTO PREVISTO DALLE NORME E LEGGI VIGENTI.
De 1789 avec la déclaration des droits de l’homme qui précise que la sûreté de l’individu est un
droit de protection contre l’arbitraire du pouvoir, à 1791 où l’ambiguïté entre la sûreté de
l’individu et celle de la sûreté publique et donc de l’Etat apparaît, jusqu’à aujourd’hui où par
un glissement sémantique du terme « sûreté » on est passé à la notion de « sécurité », la
légitimation de toute une logique de mesures répressives et surtout « préventives » est à
l’oeuvre. Á propos de la sécurité des personnes et des biens, justifiant la mise en avant
excessive du principe de précaution, un nouvel arsenal de mesures et de lois est déployé. poursuivre la lecture…
La Poésie, la Femme, l’oeil humide de la flamme,
Qui se souvient d’un jour avoir lu son regard
Quand passait la première l’autre fuyait son âme
Dans un baiser factice qui comblait son retard.
L’Homme, éternel satisfait, que l’Amour rend aveugle
Lisait dans les pensées des blondeurs parfumées
L’écriture bien en chair de ses désirs bégueules
Que la jupe des mots soulevait en fumées.
La Poésie dansait sur tous les quais du monde
La Femme se targuait de chavirer les coeurs
Mais à l’aube mafflue frappait la bête immonde
Réduisant à néant les navires enchanteurs.
L’Homme, éternel vagabond, l’oeil humide de vagues
Tournait ses horizons lassés d’abîmes sales
Et d’un trait de crayon filant comme on divague
Dessinait des poissons aux courbes abyssales.
La Femme s’en amusait ; la Poésie peignait les flots
De couleurs mates, sur des toiles à matelas zébrées
Comme le sont toujours les maillots matelots
Sur le pont des soupirs : blancs, bleus, décérébrés.
L’Homme, cet éternel idiot, embrassait l’Avenir
Dans un baiser factice qui comblait son retard
Cherchant l’âme des corps, l’amer des souvenirs
Dans l’alangui des poses et le rebond des phares.
La Poésie, la Femme, en haut des barricades
En un combat serein luttaient sans concession
Pour les hommes oubliés qui tombaient en cascade
Dans les nasses serrées d’illusoires élections.
L’Homme, cet éternel croyant, mit à l’heure ses pendules :
Faisant face à la mer il vit se profiler ce regard incrédule
Que la vague parfume, et qu’irise la Femme dont le baiser
Prend feu, quand renaît sur ses lèvres la Poésie des quais.
La nuit de la Saint-Valentin Sahid Belamel, un jeune Marocain de 25 ans coupable d’être venu chercher du travail en Italie – un pays où l’impunité allège de leurs responsabilités civiles et pénales le Premier Ministre et ses fidèles collaborateurs qui banquettent allègrement aux frais des citoyens et les membres des forces qui garantissent leur ordre, et sûrement pas l’ordre public – était allé célebrer la romantique fête des amoureux avec un groupe d’ »amis » dans une discothèque de Ferrare.
Dans la lugubre atmosphère qui caractérise désormais une nation dominée par la Ligue Lombarde des Cota et des Borghezio, des Bossi et des Maroni, par les post-fascistes – qu’ils se nomment Fini ou Storace – et par la Baleine Bleue berlusconienne avec ses Previti et ses Ghedini, trop de gens ont fait mine de ne pas voir le jeune homme agonisant dans la rue et l’ont laissé mourir de froid via Colombo, à Ferrare, la ville où la première personne à ne pas avoir fait semblant de ne pas voir le traitement infligé à Federico Aldrovandi par quatre agents de police avait été une Camerounaise. poursuivre la lecture…