Un’antologia sulla capitale del Venezuela, Caracas, concentra la sua attenzione sull’informale.

La maggior parte dei visitatori di Caracas non ci restano molto. La capitale venezuelana non ha buona fama fra i turisti, è considerata grigia, sporca e malsicura. Tuttavia, i visitatori noteranno almeno la segregazione spaziale fra l’Est ricco e l’Ovest, più povero, e la contiguità di città formale e città informale. In basso, nella valle, si estendono, in forma di grattacieli e austostrade urbane colate nel cemento, le promesse di modernizzazione degli anni 70, che dovevano rappresentare lo stile di vita dell’elite motorizzata. Ma già sulla via dell’aeroporto non si puo’ non vedere i barrios. I quartieri poveri sui pendii delle colline, costruiti autonomamente dai loro abitanti, rimandano ad un’altra storia. Qui la maggior parte della popolazione non è stata mai coinvolta nella formale programmazione della città e i servizi urbani arrivavano solo ai margini delle colline.

Nell’antologia « Caracas, città socializzante » l’esperto del Venezuela Dario Azzellini e gli urbanisti Stephan Lanz e Kathrin Wildner adottano un approccio di tipo molteplice alla « metropoli bolivariana ». Come sempre nella notissima serie metroZones, il punto di partenza è nella « città informale » e nei suoi processi di urbanizzazione autorganizzati. Quello che a Caracas è avvincente e che naturalmente resta ignoto alla maggior parte dei frettolosi visitatori, è il processo di trasformazione cittadina che ha luogo nei barrios dall’insediamento, nel 1999, del presidente Hogo Chàvez, scomparso nel 2012. Il protagonismo sociale della popolazione precedentemente emarginata non viene combattuto o incassato, bensi’ sostenuto politicamente.

Sorto nel quadro di un’escursione studentesca dell’università europea Viadrina di Francoforte sull’Oder, il libro raccoglie gli scritti di autori venezuelani e tedeschi, provenienti da orizzonti diversi come la scienza, la politica o l’arte. Analizzano strutture democratiche di base ed il modo di affrontare problemi urbani come il cattivo smaltimento dei rifiuti. Molti contributi sono dedicati alle molteplici battaglie politiche a Caracas, come la riforma fondiaria urbana, il ruolo di donne e occupanti delle case, ma anche al potere municipale. Anche pratiche culturali come street art, hip hop o produzione di media alternativi vengono trattate. La raccolta offre una serie di approcci a Caracas, come non ce ne sono stati finora in lingua tedesca. Non si tratta per gli autori di dare una valutazione politica globale del processo boilivariano. Il fatto che soggetti dei barrios siano cooptati nella programmazione della città non significa « che si debba inneggiare alla realtà urbana della rivoluzione bolivariana » sottolineano nell’introduzione. Nella pratica del processo di trasformazione esistono numerosi conflitti e contraddizioni fra impostazioni politiche dall’alto e dal basso, come afferma anche l’attivista di base Santiago Arconada nell’estratto di un colloquio : a Caracas si svolge un processo « nel quale potete vedere in un giorno i gioielli della partecipazione e, nello stesso tempo, anche i suoi limiti, dunque l’impedimento della condivisione ».

Azzellini, Dario; Lanz, Stephan; Wildner, Kathrin [Hg.]: Caracas, sozialisierende Stadt. Die »bolivarianische« Metropole zwischen Selbstorganisierung und Steuerung, metroZones 12, b_books, Berlin 2013, 390 Seiten, 22 Euro. (Caracas, città socializzante. La metropoli “bolivariana” fra autorganizzazione e controllo, metroZones 12, b books, Berlino 2013, 390 pagine, 22 euro)

Tobias Lambert

Neues Deutschland 04.02.2014

Liberamente tradotto dal Tedesco da Giustiniano Rossi

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