In Germania, l’evasione fiscale è reato penale, punito con la prigione da 3 a 5 anni o con una pena pecuniaria. Il 10 marzo prossimo, il presidente del FC-Bayern, Uli Hoeness, ex attaccante della squadra negli anni 70, dovrà rispondere di evasione fiscale davanti al tribunale di Monaco. Non sarà il primo VIP finito davanti al giudice per un simile reato. La rivista Stern scrive che Helmut Linssen, tesoriere federale della CDU – la Democrazia cristiana tedesca guidata dalla signora Merkel – aveva depositato dei soldi presso un trust registrato prima alle Bahamas e in seguito a Panama. Naturalmente la cosa risaliva a quando Linssen non era nel governo regionale del Land Nordrhein-Westphalen dove, fra il 2005 e il 2010, era, guarda caso, ministro delle Finanze.

I dati sulle sue azioni finanziarie vengono da un CD che il suo successore, Norbert Walter Borjans della SPD – il partito socialdemocratico alleato dei democristiani nella Grosse Koalition ha acquistato nell’ottobre 2011 da un ladro di dati. Nel 2012, un procedimento penale contro Linssen, che ha respinto l’accusa, è stato sospeso. I casi più recenti di evasione fiscale sono quelli, clamorosi, della giornalista femminista Alice Schwarzer, che fin dagli anni 80 aveva nascosto al fisco un conto in Svizzera ed i relativi interessi e dell’ex segretario di Stato alla Cultura (SPD) di Berlino, André Schmitz, che aveva evaso 22.000 euro di interessi su un conto di 425.000 euro presso il Crédit Suisse. Autodenunciandosi nel 2013, la Schwarzer se l’era cavata con 200.000 euro (10 anni di tasse arretrate, dato che il resto era prescritto). Nel 2012 anche il procedimento a carico di Schmitz era stato sospeso, dopo il pagamento di una multa di 5.000 euro.

L’idea di vendere dati di conti esteri è nata alla fine degli anni 90. Alla sezione estera del BND (servizi segreti) si era presentato un ex collaboratore della Liechtensteiner LGT-Bank. Offriva informazioni riguardo a pratiche fiscali illegali di migliaia di clienti tedeschi e di molti altri paesi. Chiedeva 4,5 milioni di euro. Il servizio segreto aveva accettato. I dati arrivarono alla Procura per i reati economici gravi di Bochum, che aveva già avviato delle indagini sul cosiddetto Batliner Komplex. Il Land Nordrhein-Westphalen dovette assumersi parte delle spese sostenute dal BND, ma alla fine l’amministrazione regionale si rifece ampiamente grazie al denaro recuperato. Nel marzo 2010 ispettori del Land Nordrhein-Westphalen comprarono dei dati della banca svizzera Crédit Suisse, si suppone per 2,5 milioni di euro. Dopo aver valutato il contenuto del CD, la Procura della Repubblica avvio’ oltre 1000 procedimenti. Il numero delle autodenunce aumento’ di colpo. Seguirono altri acquisti di dati relativi a clienti di banche nei paradisi fiscali.

Quando si autodenunciano, gli evasori restano impuniti. Proprio questa opzione per i criminali ricchi è adesso in discussione. Vogliamo abolire l’autodenuncia che consente l’impunità, fissando un limite minimo” ha dichiarato martedi’ la segretaria generale dell’SPD Yasmin Fahimi. Ma il partner maggiore della coalizione, la CDU, non è convinto della validità dell’idea del suo partner minore. « Avremo bisogno dell’autodenuncia finché ci saranno paradisi fiscali. Solo cosi’ lo Stato puo’ recuperare il dovuto », pensa l’esperto finanziario della CDU, Norbert Barthle. Il progetto della SPD è stato sostenuto, invece, dall’opposizione : « L’autodenuncia nella forma attuale deve sparire », ha dichiarato il portavoce per le questioni fiscali della Die Linke al Bundestag, Richard Pitterle. In base alla sua esperienza come avvocato, Pitterle sa che un limite minimo, come proposto dalla SPD, è importante. Potrebbero essere risparmiati artigiani che dimenticano di denunciare l’IVA. Die Linke vede questo limite in 20.000 euro. Il sindacato dell’amministrazione finanziaria propone 50.000. In conclusione, manca il personale per controllare le dichiarazioni dei cittadini. Mentre al normale personale dipendente le tasse vengono detratte dal salario, un’impresa di medie dimensioni subisce un controllo fiscale solo ogni 15-16 anni. Secondo stime del sindacato dell’amministrazione finanziaria mancano al fisco, a livello federale, 11.000 ispettori. Un posto ogni dieci è vacante.

Secondo una valutazione dello stesso sindacato, cittadini tedeschi hanno nascosto all’estero parecchie centinaia di miliardi di euro. Il lavoro dei controllori del fisco potrebbe essere facilitato dallo scambio di informazioni a livello europeo relative al pagamento di interessi. Uno scambio che viene ancora bloccato dal Lussemburgo, paradiso fiscale, e dall’Austria.

Giustiniano Rossi

Parigi, 6 febbraio 2014

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