Karl-Heinz Gerigk, alias Kalle, abita da più di 30 anni nell’Agnesviertel, un quartiere di Colonia che, con oltre 1.000.000 di abitanti, è la più grande città del Land Nordrhein-Westphalen e la quarta della Germania. Per giovedi’ gli è stato notificato lo sfratto dalla sua abitazione perché serve al proprietario. Nel 2007 Toby Egger, proprietario e Marco Hauschild, agente immobiliare della “Egger Immobilien” (Beni immobili Egger) (attualmente Objekt Design Hastrich Srl), avevano acquisito per proprie necessità, pagandoli 100.000 euro ciascuno, i due attici adiacenti della Fontanestrasse 3 e 5. Mentre Egger aveva ristrutturato l’appartamento, non vi era mai entrato e lo aveva rivenduto tramite il suo agente Hauschild per circa 350.000 euro, Hauschild aveva avuto meno fortuna. Nell’appartamento del N°5 abita Geringk, che non vuole andarsene. La decisione del tribunale è stata sfavorevole a Kalle, ma lui finora si è rifiutato di lasciare volontariamente l’appartamento.

Le immagini della Fontanestrasse ricordano altri tempi. Striscioni colorati a molti balconi, manifesti sui quadri elettrici, scritte con la bomboletta spray sulle porte dei giardini. Non si tratta di una strada occupata o di una messa in scena folcloristica, ma di un’espressione, diventata rara oggi, di solidarietà militante. Sotto il denominatore comune « Tutti per Kalle » i vicini e il collettivo « Diritto alla città » vogliono impedire lo sfratto di un inquilino che vive nella sua abitazione da decenni. La stampa locale parla di questo atto di resistenza e da Berlino al Sudamerica si organizzano azioni di solidarietà.

In tutta la Germania, la resistenza di Kalle non è un caso isolato. Soprattutto a Berlino, gli sfratti vengono impediti, il problema degli alloggi e un « diritto alla città » impegnano inquilini e attivisti ad Amburgo e a Francoforte. Da tempo sono nati in Italia e in Spagna movimenti per la casa : sulla scia del movimento degli Indignati 15-M, sceso in piazza per la prima volta il 15 maggio, a Madrid e in altre città spagnole gli sfratti vengono impediti collettivamente. La crisi degli alloggi è acuta in seguito all’esplosione del mercato ipotecario. Anche in Italia, anzitutto a Roma, degli attivisti tentano di far fronte al bisogno di spazio abitativo mediante l’occupazione di case. In Grecia la gente si unisce in collettivi di cittadini e occupa le case per abitarci e creare luoghi sociali dell’autoappropriazione.

Il sostegno prestato a Kalle è ispirato proprio da queste esperienze. Dopo due processi persi, per domani è annunciato l’arrivo dell’ufficiale giudiziario. Non sono solo i vicini di Kalle a solidarizzare con lui : il collettivo cittadino « Diritto alla città » organizza picchetti e distribuisce volantini. La campagna « alloggi per tutti » ha collegato la solidarietà con Kalle ad altre vertenze : a gennaio è stato organizzato un fine settimana d’azione con manifestazioni contro l’aumento degli affitti, l’espulsione degli abitanti dalla città e contro il modo di trattare i lavoratori migranti senza casa provenienti dall’Europa dell’Est da parte dell’amministrazione comunale di Colonia.

Anche in altri quartieri della città la resistenza contro affitti alti ed espulsioni si organizza : nella zona sud della città gli abitanti della Pfälzerstrasse si preparano ad impedire la demolizione di due edifici di appartamenti. A Colonia-Kalk gli abitanti della Robertstrasse 12 vogliono acquistare le loro case per sottrarle al mercato immobiliare. Tutto questo dimostra che lo sfratto imminente riguarda specialmente Kalle, ma non solo lui : « Non continueremo ad assistere passivamente alla liquidazione della città e organizzeremo collettivamente la difesa contro la ristrutturazione » è detto in una dichiarazione del collettivo « Alle für Kalle » (Tutti per Kalle).

Le autorità vogliono tagliare l’erba sotto i piedi a quanti solidarizzano con Kalle : venerdi’ scorso l’ufficiale giudiziario è andato a trovare Kalle e gli ha proposto, per evitare un’escalation, di lasciare i locali senza chiasso già prima del 20 febbraio. Kalle ha rifiutato.

Giustiniano Rossi

Parigi, 19 febbraio 2014

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