Alla conferenza stampa conclusiva, parlando dello scontro in atto a Kiew, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese François Hollande hanno dichiarato che l’uso della forza contro i dimostranti è « inaccettabile » ed « avrà delle conseguenze ». « I responsabili devono sapere che non sfuggiranno alla punizione » ha sottolineato minacciosamente  Hollande. Per la signora Merkel adesso si tratta anzitutto di ristabilire tranquillità e sicurezza e di avviare un dialogo politico. La Germania, la Francia e tutta l’Unione Europea sono pronte a collaborare con le due parti ed a partecipare alla soluzione dei problemi nell’interesse del popolo ucraino (leggi dei loro). I paesi vicini dell’Ucraina devono essere coinvolti in questo processo.

Per « riscaldare » il governo francese e quello tedesco, al mattino presto Greenpeace aveva scaricato cinque tonnellate di carbone davanti all’ingresso dell’Eliseo. Faceva parte del carico anche una botte piena d’acqua inquinata, proveniente dalla falda acquifera nei dintorni dell’impianto di ritrattamento di combustibile nucleare di La Hague. Con quest’azione simbolica l’organizzazione ha voluto sollecitare « un vero cambiamento della politica energetica dei due paesi » e il mantenimento della promessa di aumentare la quota di energie alternative fino al 45% entro il 2030.

Nel corso della conferenza stampa il miglioramento del clima fra i due capi di Stato era palpabile. Fra le elezioni del 2012 in Francia e quelle del 2013 in Germania, le relazioni bilaterali erano freddine. Parigi era contraria alla politica economica ed a quella estera del partner tedesco, fortemente influenzata dal partito liberale FDP. I contatti fra governo francese e SPD sono diventati più intensi, facilitati dalle relazioni ufficiali fra i due governi dapo la formazione della Grosse Koalition, tanto più che adesso una serie di posizioni della parte francese, come ad esempio il salario minimo, fanno parte del programma del governo tedesco. Il consiglio dei ministri comune ha discusso dei punti come questo, dove c’è accordo, mentre non ha neppure accennato a quelli dove c’è disaccordo. La decisione più spettacolare è che, per la prima volta, la brigata franco-tedesca pertecipa a un intervento comune : 250 soldati tedeschi saranno inviati nel Mali per essere impiegati nell’istruzione dell’esercito locale e in compiti logistici, liberando un numero corrispondente di soldati francesi.

Si è parlato anche di collaborazione nel settore dell’energia. Nella sua conferenza stampa di gennaio, Hollande aveva proposto un « Airbus dell’energia ». Non ci sarà un’impresa comune come nell’aeronautica ma piuttosto una maggiore collaborazione degli istituti di ricerca dei due paesi e delle loro agenzie per il risparmio energetico. Molto discusso il tema dell’avvicinamento delle economie nell’interesse della concorrenza, della crescita, dell’occupazione e dell’armonizzazione del regime fiscale. Sono state decise misure concrete per uniformare la tassa sulle imprese nei due paesi ed è stata criticata la lentezza dell’Unione Europea in proposito.

In conclusione, la subalternità del galletto francese nei confronti del panzer tedesco esce confermata, anzi rafforzata da questo incontro, che ha confermato la politica aggressiva dell’Unione europea nei confronti dell’Ucraina, la delega alla Francia dei rapporti neocoloniali con l’Africa occidentale intrattenuti ormai da cinquant’anni, la prosecuzione della politica economica tedesca basata sulle esportazioni e sulla compressione dei salari. In tema energetico, poi, mentre i francesi continuano a ricavare ¾ dell’elettricità dalle centrali nucleari ed hanno già iniziato a sostituire i vecchi reattori con gli EPR di nuove generazione, i tedeschi hanno ripreso lo sfruttamento delle miniere di carbone per ovviare alla chiusura delle centrali nucleari. Con buona pace degli ambientalisti.

In compenso, ci sono meravigliose novità, dal 27 febbraio prossimo al 4 marzo, per il carnevale che impazza di qua e di là dal Reno!

Giustiniano Rossi

Parigi, 20 febbraio 2014

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