Il romanzo comincia dalla fine, una fine tragica. Ahmed, un operaio marocchino disoccupato, scopre pescando in una palude i resti di una mano umana. Quando si avvicina, curioso, si accorge di due mucchi puzzolenti. Sono a metà nell’acqua, coperti da una crosta di fango e « fanno intravedere resti umani ». In un terzo mucchio si potrebbe trattare di una carogna, un cane. Il luogo è reso improvvisamente più sinistro dai resti calcinati di una macchina. Ahmed scappa. Teme di essere sospettato se segnala la sua macabra scoperta.

Rafael Chirbes costruisce il suo romanzo come un giallo. Dopo la scoperta dei cadaveri segue « l’ispezione del luogo ». Tuttavia il delitto che vi si verificherà il 14 dicembre 2010, e della cui preparazione il lettore è testimone, non ha niente in comune con i raffinati omicidi dei gialli. Chirbes ha scritto un amaro romanzo sulle conseguenze della crisi economica spagnola. In immagini squallide di calcinacci e costruzioni lasciate a metà mostra quel che è rimasto del boom immobiliare pieno di promesse degli anni passati.

Il personaggio principale del romanzo è il settantenne falegname Esteban. Ha voluto la sua parte di ipotetica felicità. Per prepararsi una vecchiaia con una casa in montagna e passeggiate con il cane, si è impelagato con il costruttore Tomàs Pedros, ha  investito nei suoi progetti, contratto ipoteche e perduto tutto. Ha dovuto licenziare cinque dipendenti. La falegnameria di famiglia e la casa dei genitori, dove si prende cura del padre demente, novantenne, da quando non puo’ più pagare la badante colombiana, devono essere vendute all’asta.

« I soldi non sono niente. Peggio. I soldi avvelenano, distruggono tutto… » è scritto nel romanzo. E Chirbes li rivela, questi veleni e queste distruzioni, che penetrano nelle strutture familiari, nelle amicizie e nei rapporti affettivi. Nei monologhi dei singoli personaggi si esprimono delusione, disperazione, odio e rassegnazione. « Per resistere, per restare vivi, è necessaria una porzione adeguata di idealismo. La capacità di farsi delle illusioni. Sopravvivono solo quelli che riescono a credere di essere quello che non sono.”

Riemergono contemporaneamente le antiche divisioni fra vincitori e sconfitti. Un tempo, il padre di Esteban ha combattuto a fianco dei repubblicani nella guerra civile dopo che soldati fascisti avevano fucilato suo padre. Dopo si è rintanato per tre anni in carcere ed infine in casa, per non incontrare quelli che si sono spacciati per repubblicani « appena le cose sono cambiate ». Da allora la sua vita è trascorsa in un silenzio  amareggiato, la cui desolazione si è trasferita anche su Esteban. Francisco, amico di gioventù di Esteban, viene invece da una famiglia di sostenitori di Franco. Possiede diversi ristoranti, ha portato via a Esteban il suo grande amore e ha superato anche la crisi.

Già nel suo primo romanzo e, anzitutto, nella « Trilogia madrilena » Chidres aveva affrontato il tema della rimozione del passato fascista in Spagna. Nel suo romanzo « En la orilla» (Sulla riva) mostra come la crisi attuale abbia radici nella storia e venga diretta dalla mancata elaborazione del passato.

Rafael Chirbes – En la orilla – Romanzo

Giustinianon Rossi

Parigi, 9 luglio 2014

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