Un’iniziativa che fa scuola : due mesi fa detenuti del carcere di Tegel (Berlino) hanno fondato un sindacato. Un salario minimo e l’inclusione dei detenuti nell’assicurazione pensionistica sono le due rivendicazioni centrali. Entro pochi giorni, più di 150 detenuti nel carcere di Tegel hanno firmato la dichiarazione di fondazione. Adesso sono in corso preparativi per la fondazione del sindacato anche nelle prigioni di Plötzensee, Willich e Aschaffenburg. “Pensiamo che sia possible in altre prigioni un’organizzazione indipendente dei reclusi nel quadro del sindacato”, ha dichiarato il co-fondatore Oliver Rast. E’ positivamente sorpreso dalla reazioni: “Va oltre le nostre aspettative il fatto di essere riusciti, in un tempo cosi’ breve, ad estendere aldilà del carcere di Tegel la nostra piccola idea di un sindacato dei detenuti », ha aggiunto.

Per il garante dei detenuti del Comitato per i diritti fondamentali e la democrazia, Christian Herrgesell, questo grande interesse per una rappresentanza in carcere non è una sorpresa. “Ricevo molte lettere di detenuti che si lamentano di cattive condizioni di lavoro, salari miserabili e della mancata inclusione nell’assicurazione pensionistica », dice il garante. « La pensione delle persone che sono state detenute molti anni si riduce drasticamente. Dopo 8-10 anni di regola non c’è più speranza di andare oltre il livello di Hartz IV. E’ un problema immenso, soprattuitto nei casi di licenziamento di persone anziane », aggiunge Herrgesell.

Il problema riguarda anche persone che sono state detenute nelle carceri della Repubblica Democratica Tedesca, dove i reclusi erano integrati nel sistema pensionistico. Dopo l’annessione alla Repubblica Federale, anche a loro viene negato il pagamento della pensione. Eppure, dal 1976 esiste anche nella Repubblica Federale una base giuridica per l’inclusione di detenuti nell’assicurazione pensionistica. Tuttavia, finora, non è successo nulla. Una petizione del Comitato per i diritti fondamentali, sostenuta da numerose organizzazioni della società civile, è stata indirizzata alle commissioni parlamentari.

Un sindacato dei detenuti potrebbe esercitare pressioni sia sul problema del salario minimo sia su quello dell’assicurazione pensionistica. Per questo l’iniziativa viene fortemente contrastata. Un rappresentante del ministero della Giustizia di Berlino ha cosi’ risposto ad un’ interpellanza di Klaus Lederes, deputato della Die Linke : « Il senato di Berlino non ha l’intenzione di versare ai reclusi nelle prigioni un salario minimo legale ». Il lavoro e la retribuzione non sarebbero paragonabili all’attività sul mercato del lavoro libero, dice la motivazione. In risposta ad un’interpellanza del membro della camera dei deputati di Berlino Dirk Behrendt (Verdi), il portavoce del ministero della Giustizia di Berlino contesta anche la libertà sindacale dei detenuti, dato che non sussiste un rapporto di lavoro. A Colonia, una trasmissione sul tema « Sindacato dei detenuti » nel quadro del progetto web « radio Colonia » è stata cancellata con la motivazione che doveva essere prima verificato se il programma non contravveniva alla legge.

Giustiniano Rossi

Parigi, 10 luglio 2014

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