Con la Grecia, l’Italia è il Paese europeo più minacciato dai terremoti. La faglia eurasiatica e quella africana premono l’una sull’altra e questa pressione tende a scaricarsi in forti sismi, come quello nell’Italia centrale del 24 agosto scorso. Quattro anni fa, nel maggio 2012, è colpita la regione Emilia-Romagna. Due terremoti in nove giorni provocano la morte di 27 persone. Molte di loro sono operai sepolti sotto le mura crollate delle loro fabbriche. Nel passato recente, il terremoto più forte si verifica  il 6 aprile 2009 in Abruzzo, 100 km ad est di Roma. Nella città dell’Aquila la popolazione è sorpresa nel sonno, molte case crollano come castelli di carta. E’ il terremoto di Berlusconi, che sfrutta la catastrofe per presentarsi come un salvatore. In realtà, in molti paesi gli aiuti arrivano dopo oltre 24 ore ed anche le nuove case che il governo del cavaliere fa costruire per i terremotati suscitano critiche. Lontane dalla città, non sono antisismiche e il loro costo è esorbitante. Una serie di processi sono ancora in corso per accertare le responsabilità delle ditte sponsorizzate dal presidente.

Le polemiche sono ancora maggiori dopo il più grave terremoto verificatosi dopo il 1945, quando, il 23 novembre 1980, vaste zone della Campania sono devastate. Ci lasciano la pelle 3.000 persone, i senza tetto sono 280.000. Inorriditi, gli italiani devono sperimentare l’inefficienza degli aiuti : in molti paesi arrivano solo vari giorni dopo il sisma. La ricostruzione si trasforma in un megascandalo e miliardi di euro finiscono nelle tasche di imprenditori e politici corrotti. Decine di migliaia di persone devono accontentarsi per decenni di alloggi di fortuna. Tuttavia, il terremoto del 1980 segna almeno la nascita della Protezione civile. Anche la egislazione antisismica italiana, finalmente, si adegua :  le case devono essere a prova di terremoto. Sono norme che pero’, come provano i capannoni crollati in Emilia e  le case sbriciolate dell’Aquila, vengono spesso aggirate.

La prevenzione è resa più difficile perché molte pittoresche località sono costituite da edifici vecchi di secoli. Milioni di case vecchie dovrebbe essere messe in sicurezza perché il Paese diventi più sicuro. Ma per questo occorrerebbe un’altra classe dirigente, diversa da quella attuale, che alla prevenzione preferisce i pingui profitti realizzati nella ricostruzione di un patrimonio edilizio periodicamente distrutto, oltre che dai terremoti, da frane, smottamenti, alluvioni etc.

Giustiniano Rossi

Parigi, 5 settembre 2016

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