40.000 dimostranti, lavoratori e studenti,  hanno dato vita, a Parigi, alla 14.ma manifestazione nazionale contro la Loi Travail – la prima era stata il 1° maggio –  imposta dal governo Valls in agosto, per ottenerne l’abrogazione. La polizia ha effettuato 12 arresti. I feriti, fra i quali un poliziotto, sono 6. Un manifestante, colpito a un occhio  da un proiettile di gomma, ha dovuto attendere 36 minuti per essere soccorso. Un altro è stato colpito alla testa. Altre decine di migliaia hanno manifestato in 110 città, fra le quali Marsiglia, Tours, Rennes, Le Havre, Lione, Clermont-Ferrand.

A Parigi il corteo, con alla testa il segretario della CGT, Philippe Martinez, e quello di Force Ouvrière, Jean-Claude Mailly, è partito da place de la Bastille per raggiungere place de la République, dove, dopo la pausa estiva,  è tornato a riunirsi il movimento per la democrazia Nuit debout. Si scandiva « Ni amendable, ni négociable, abrogation de la Loi Travail » (né emendabile, né trattabile, abolizione della legge… » I dimostranti hanno risposto con bottiglie Molotov ai lacrimogeni ed ai proiettili di gomma della polizia. Alcuni sono stati calpestati.

Per far approvare la legge, il governo è stato costretto a ricorrere al voto di fiducia. In parlamento, l’opposizione alla Loi Travail si è ormai estesa agli stessi deputati del Partito socialista, al governo dal 2012. Contro questa legge antisociale ed imposta con la forza si moltiplicano gli scioperi in tutti i settori, da quello pubblico (scuola, poste, ferrovie) e quello privato, in numerose imprese. Gli studenti si preoccupano per il loro avvenire e vedono nella riforma un regalo agli imprenditori fatto di maggiore flessibilità e precarietà e minore costo del lavoro. L’85% dei contratti proposti ai nuovi assunti sono a tempo determinato. Il ricorso al lavoro interinale e a manodopera straniera a contratto è in aumento.

I contratti di categoria vengono sostituiti da accordi azienda per azienda, che gli imprenditori riescono ad imporre facilmente minacciando licenziamenti. La legge prevede la possibilità di aumentare l’orario di lavoro settimanale legale da 35 a 42 ore. La retribuzione del lavoro straordinario puo’ essere ridotta dal 25% attuale al 10%. Quando il lavoro scarseggia, il personale puo’ essere obbligato a ferie anticipate o ad accettare un orario ridotto. Viene facilitato il licenziamento di rappresentanti del personale scomodi. Il lavoro nutturno e festivo non ha più limitazioni.

La lotta continua.

Giustiniano Rossi

Parigi, 15 settembre 2016

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