In Francia, ogni deputato dispone di 9.561 euro al mese per retribuire fino a cinque collaboratori. Uno su 5 impiega come tali un membro della sua famiglia. Interrogati da un’opinione pubblica improvvisamente attenta, dopo il caso del candidato alla presidenza François Fillon, accusato di aver retribuito per anni moglie e figli per prestazioni tutte da dimostrare, i deputati reagiscono stupiti. Sulla sua pagina Facebook, un deputato della destra sostiene (alludendo ai giornalisti) che « tallonando i deputati provocheranno solo disgusto nei più motivati. E vedranno cosa significhi non aver nessuno che li faccia lavorare, restare davanti a porte che non si aprono, subire decisioni assurde che non sarà possibile far cambiare etc. E sarà troppo tardi per pentirsi ».

Un altro, candidato alla presidenza della Repubblica, giustifica cosi’ l’assunzione di sua moglie come collaboratrice : « se non lavorasse con me non ci vedremmo mai ». Un altro deputato della destra dichiara : « è interessante, perché quando faccio delle fesserie, lei (la figlia) me lo dice, contrariamente ad altri che sarebbero meno franchi ». Un deputato socialista spiega che sua moglie gestisce le sue indennità di deputato ed ha ricevuto come « missioni complementari » la comunicazione e il compito di seguire le pagine Facebook e Twitter. Si occupa inoltre « dei reportages fotografici quando il deputato si sposta nella sua circoscrizione e nei fine-settimana (assemblee generali, manifestazioni etc.), dell’organizzazione di eventi (riunioni pubbliche, cerimonia degli auguri di Capodanno etc.) dell’accoglienza dei gruppi in visita all’Assemblea nazionale e, infine, gli fa spesso da autista. »

Giustiniano

1° marzo 2017

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