Mediante una legge d’annessione, nel 1896 la Francia decreta che il Madagascar, un’isola dell’Oceano Indiano separata dall’Africa dal canale del Mozambico con una superficie di 587.000 kmq, le appartiene. E’ la Conferenza di Berlino (1884-1885) ad « assegnare» il Regno del Madagascar alla Francia. Nel 1947, l’isola conta 4 milioni di abitanti (35.000 europei). Sulla costa orientale si coltiva il chiodo di garofano e la vaniglia. Per gli africani c’è il lavoro forzato, chiamato eufemisticamente, dal 1924, « di interesse generale ».

Il 29 marzo di ogni anno si commemora ufficialmente l’insurrezione che, nel 1947, occupa un terzo del territorio dell’isola. Un campo militare francese e delle concessioni vengono attaccati presso Moramanga, nell’est del Madagascar. La repressione da parte dei coloni è terribile, e continua fino alla fine del 1948. Secondo un rapporto dello Stato maggiore francese, i morti sono oltre 89.000. Secondo storici malgasci e stranieri, i morti sono fra 100.000 e 200.000.

Il MDRM, partito politico indipendentista che dispone di tre deputati al parlamento… francese, non appoggia l’insurrezione. I suoi dirigenti lanciano un appello alla calma. Ma, come accade spesso nel corso delle rivoluzioni, chi predica la moderazione diventa bersaglio di ogni genere di attacchi : l’amministrazione coloniale mette fuori legge il partito e fa arrestare i suoi dirigenti. Molti vengono torturati, giustiziati sommariamente, esiliati, condannati ai lavori forzati. I deputati malgasci, Ravoahangy e Raseta vengono condannati a morte (graziati nel 1956) e Rabemananjara ai lavori forzati.

»Territorio d’Oltremare » dal 1946 al 1958, il Madagascar  recupera la sua indipendenza solo nel 1960, dopo una colonizzazione durata dal 6 agosto 1896 al 14 ottobre 1958. Sono anni segnati dalle lotte dei movimenti per l’indipendenza, dai Menalamba ai Vy Vato Sakelika al MDRM, tutti repressi nel sangue. Ancora oggi, soprattutto fra i sostenitori del Front National e quelli dei « Repubblicani » (gaullisti), non mancano coloro che non hanno imparato nulla dal colonialismo criminogeno. Ma, come scriveva Engels « un popolo che ne opprime altri non puo’ essere libero ». Ed è proprio per liberare la Francia che è urgente finirla con il neo-colonialismo francese, che continua a dominare le sue colonie ed ex colonie.

Giustiniano

29 marzo 2017

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