Da una settimana, i cinesi che vivono a Parigi sono in agitazione. Da quando, sabato, un uomo è stato ucciso da un poliziotto in circostanze non chiare, ogni giorno ci sono manifestazioni di protesta. Sono soprattutto giovani a scendere in piazza. Mercoledi’, i manifestanti erano davanti al Comune del XIX arrondissement di Parigi. Sui cartelli si legge « polizia assassina » e « vogliamo giustizia ». Ci sono stati ripetuti scontri e, fra lunedi’ e mercoledi’, oltre 100 manifestanti sono stati fermati.

Testimoni oculari riferiscono che i manifestanti non sono solo cinesi, ma anche giovani di origine africana e araba che protestano da mesi contro le violenze poliziesche. Per fare chiarezza sulle circostanze della morte del cittadino franco-cinese, il ministero dell’Interno ha fatto ricorso all’Ispezione Generale della Polizia nazionale, la « polizie delle polizie ». La versione fornita finora è quella di una chiamata che la polizia avrebbe ricevuto da un inquilino che sosteneva che un uomo girava in casa armato e minacciava la gente. La polizia ha dato l’assalto all’appartamento del sospetto e sparato senza preavviso a un padre di famiglia di 56 anni, che si era parato davanti a loro con una forbice in mano. Il tiratore sostiene di aver sparato in stato di necessità, per proteggere un collega sul quale l’uomo si era gettato.

Una versione contestata dalla famiglia. L’uomo aveva le forbici perché stave pulendo il pesce per la cena. « Sembra un abuso della polizia », dichiara Calvin Job, l’avvocato della famiglia. Alla denuncia sporta da quest’ultima si è unito il presidente dell’Unione delle associazioni cinesi in Francia, Jacques Sun. Il caso ha già delle conseguenze diplomatiche. Il ministero degli Esteri cinese esige, in una dichiarazione resa nota a Pekino, « sicurezza e rispetto dei diritti » per i cinesi in Francia e « che sia fatta luce sui fatti ». Il ministero degli Esteri francese ha subito dichiarato che la sicurezza dei cinesi e dei francesi di origine cinese è la sua « priorità assoluta ». Per la minoranza cinese suona come una beffa. Da mesi denunciano l’insicurezza e le aggressioni spesso mirate di cui sono vittime, senza che le autorità reagiscano. In varie occasioni interi pullman pieni di turisti cinesi sono stati attaccati e derubati da crimianli. Sapevano che, generalmente, quando sono all’estero i cinesi hanno addosso il denaro che serve loro durante il viaggio. In Francia si tratta spesso di somme rilevanti, dato che molti turisti intendono acquistare articoli di lusso, molto più cari nel loro Paese.

Già nell’autunno del 2016, dopo l’omicidio a scopo di rapina di un uomo d’affari cinese in una strada del sobborgo parigino di Aubervilliers, c’era stata un’ondata di proteste con dichiarazioni alla stampa e manifestazioni dei cinesi che vivono a Parigi. Ma le autorità non avevano reagito neppure dopo una dimostrazione alla quale avevano partecipato 15.000 persone. In seguito, la protesta è rientrata. Per lo studente Sascha Lin, i cui genitori sono arrivati in Francia, dove lui è nato,  oltre 30 anni fa, « l’impressione è che le proteste non vengano prese sul serio, dato che i cinesi raramente si fanno sentire e diventano violenti ma preferiscono non farsi notare ». Spiega che i cinesi sono spesso vittime del razzismo dei sostenitori del Front National. Il fatto che molti cinesi vivano in Francia illegalmente, senza documenti, li rende vulnerabili ai ricatti di criminali francesi o cinesi.

Tuttavia « la giovane generazione dei franco-cinesi abbandona sempre di più il tradizionale riserbo dei genitori ed è pronta, come altre minoranze, a lottare per i suoi diritti, come mostrano gli avvenimenti di questi giorni », dice Lin riferendosi ai 4 milioni di mussulmani di Francia e al dibattito in corso su questa minoranza da quando si sono verificati gli attentati degli islamisti. E, abbassando la voce, aggiunge : « quasi nessuno sa che nel nostro Paese viene il numero stimato dei cinesi e dei francesi di origine cinese supera i due milioni. Finora sono stati tranquilli, ma ora forse i tempi sono cambiati. »

Per la Francia è in gioco anche un interesse economico. L’anno scorso sono arrivati dalla Cina 1 milione di turisti e, entro il 2020, dovrebbero arrivarne 2 milioni l’anno.

Giustiniano

31 marzo 2017

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