La colpevole inerzia delle varie amministrazioni ad affrontare in modo adeguato la questione dei rom è clamorosa. Ma il sonno della ragione genera mostri. La minoranza rom non è stata inclusa nella legge 482/1999 che, in attuazione dell’articolo 6 della Costituzione, riconosce e tutela dodici minoranze storico-linguistiche italiane. La “Strategia Nazionale di inclusione di Rom, Sinti e Caminanti” viene disattesa. La Strategia è un documento redatto dall’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e approvato dal governo nel febbraio del 2012. È stata la Commissione europea a raccomandare ai ventisette Paesi aderenti di promulgare un piano d’inclusione della minoranza rom e sinta presente in tutti i paesi europei.

La Strategia si fonda su quattro assi (Lavoro, Casa Istruzione e Sanità) e propone un ventaglio di interventi idonei ad agevolare l’integrazione relativamente ai quattro assi. Strumenti attuatori della Strategia sono le Regioni che dovrebbero istituire – insieme ad alcune città metropolitane tra cui ovviamente Roma – dei “tavoli” composti di rappresentanti istituzionali e associazioni rom e pro-rom. Nulla di concreto è stato fatto. Gli stessi fondi europei, accessibili su progetto, languono inerti. Il comune di Roma ha costituito il Tavolo comunale nello scorso gennaio – con cinque anni di ritardo – ma aldilà del fatto che non è prevista una partecipazione qualificata (e maggioritaria visto che del loro destino si deve decidere) dei rom, nulla è accaduto. E nel nulla, nella totale inerzia il degrado continua, la povertà e l’esclusione prosperano, il razzismo e la discriminazione crescono.

E’ in questo quadro che va ricercata la causa della tragica morte di Elizabeth, Francesca e Angelica, le tre ragazze rom di venti, otto e quattro anni perite il 10 maggio nel rogo del camper nel quale, a Centocelle, normalmente sono stipati i tredici membri della  famiglia Halilovic. Se fossero vissute in un normale appartamento, magari di edilizia pubblica, la tragedia non sarebbe accaduta. Non sarebbe il primo atto di razzismo anti-rom della storia italiana recente. Basti ricordare il rogo di Opera (Milano), il pogrom di Ponticelli (Napoli) o l’offerta del proprio forno da parte di una consigliera comunale di Motta Visconti (Milano).

Giustiniano

15 maggio 2017

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