Il 23 aprile scorso, il parroco della chiesa di Roata Canale (frazione di Cuneo) annuncia che metterà a disposizione della « Ubuntu onlus » i locali della Casa delle opere parrocchiali per accogliere e recuperare socialmente 24 profughi africani. Il 24 aprile compare in paese un cartello nel quele è scritto « Questo non è un consiglio. E’ una minaccia. NOI I NEGRI NON LI VOGLIAMO. » Il 25 aprile il dottor Corrado Lauro, medico dell’Ospedale Santa Croce di Cuneo, scrive sulla sua pagina FaceBook : « Agli abitanti della frazione cuneese che hanno esposto il cartello di cui sotto comunico che non intendo prestar loro alcun intervento sanitario in elezione se non in caso di immediato rischio vita o qualora si configurassero le condizioni di una denuncia per il reato di omissione di soccorso. Siete pertanto pregati di rivolgervi ad altro più qualificato professionista. Comincia cosi’ la mia Resistenza.”

Per la segreteria provinciale della CGIL di Cuneo “…è più che mai necessario che i cittadini e le forze democratiche … facciano sentire con forza la loro voce in difesa di chi chiede aiuto e di chi si prodiga per garantire questo aiuto, anche attraverso prese di posizioni come quelle messe in atto dal Dr. Lauro, che con l’utilizzo di un linguaggio molto forte ha voluto stigmatizzare un atto gravissimo come quello accaduto a Roata Canale.  La CGIL di Cuneo esprime solidarietà a tutti coloro i quali, attraverso associazioni o singolarmente, si espongono in prima persona per mantenere vivi i fondamentali della nostra Carta Costituzionale, quali l’eguaglianza e la solidarietà fra tutti gli esseri umani senza distinzione di sesso, razza, religione o condizione sociale. » Il comitato elettorale del candidato sindaco di Cuneo Giuseppe Menardi, sostenuto da Fratelli d’Italia e Lega Nord, scrive una lettera dove si augura che «l’Ordine dei Medici e il Direttore della Asl di Cuneo prendano seri ed immediati provvedimenti nei confronti di questo “medico”». Lettera dove si definisce Lauro “medico ideologizzato che arriva a tradire il giuramento di Ippocrate”.

Il 14 maggio il parroco annuncia che  locali non vengono messi a disposizione della Ubuntu onlus perché « non esistono le condizioni ambientali per realizzare il suo progetto », senza dimenticare di ringraziare « le donne e gli uomini che hanno dialogato, discusso, ragionato, che provano ogni giorno a costruire un mondo ricco di umanità, in cui sia bello crescere i propri figli e che, magari con tanta fatica, testimoniano che il Vangelo è davvero una buona notizia ».

Giustiniano

17 maggio 2017

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