« Da ragazzo, François Hollande doveva essere di quelli che strappano le ali alle mosche… e le guardano dibattersi ». Quest’affermazione viene da Jean-Luc Mélenchon, noto per il suo temperamento. In questa settimana, il candidato Mélenchon ha attaccato duramente il suo ex compagno nel partito che ha lasciato nel 2008 per fondare il Parti de Gauche. Negli ultimi dieci giorni, Mélenchon non ha attirato l’attenzione solo per i suoi commenti sul bilancio di Hollande, fallimentare secondo quasi tutti in Francia. Nella circoscrizione del centro di Marsiglia, dove si candida alle politiche, puo’ contare, secondo i sondaggi, sul 40% al primo turno ed ha buone probabilità di spuntarla.

Tuttavia Mélenchon è uno dei pochi candidati della « France insoumise » a poter sperare in un buon risultato. La situazione, con il diritto elettorale maggioritario in vigore,  è molto più critica a livello nazionale. Tanto più che i risultati previsti per i suoi candidati, il 15-16% poco dopo le presidenziali, sono scesi all’11,5-13%. Molti, che non avevano finora alcun seggio in parlamento, non sono conosciuti come Mélenchon. All’assemblea nazionale c’era nella legislatura 2012-2017 un gruppo parlamentare della sinistra, costituito pero’ da deputati del PCF, alleati con rappresentanti di forze locali dei « Territori d’oltremare ».

Un problema per la « France insoumise » è la mancanza di un accordo elettorale con il PCF, come quello stretto prima delle presidenziali. Parti de Gauche e PCF non hanno potuto accordarsi sulla ripartizione del futuro finanziamento dei partiti, quantificato dopo le elezioni politiche, e neppure sul profilo politico di eventuali candidature comuni : Mélenchon auspicava un accordo di contenuti a livello nazionale, che tracciasse una delimitazione netta dai socialdemocratici. Il PCF, invece, voleva margini di manovra molto più ampi ed era favorevole a un accordo che prevedesse una ripartizione del territorio. Anche se il PCF è accreditato del 2-3% a livello nazionale, presenta candidati fortemente radicati localmente, noti come ex sindaci o deputati. Il Parti de Gauche non ha nulla di simile. PCF e Parti de Gauche si presentano insieme solo in 18 circoscrizioni, mentre nelle altre sono in competizione, col rischio di perdere voti per accedere al secondo turno. Mélenchon deve correre il rischio.

Giustiniano

11 giugno 2017

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