Il territorio di Marzabotto si trova alle porte di Bologna, fra le truppe alleate a sud e quelle tedesche a nord (Linea Gotica). E’ attraversato da assi stradali e ferroviari importanti per il trasporto di uomini ed armi. Vi opera, con azioni di sabotaggio ed attacco a tedeschi e fascisti, la Brigata partigiana « Stella Rossa » comandata da Mario Musolesi (Lupo). Alla fine di settembre 1944, sulle alture di Monte Sole, intorno a Marzabotto, i partigiani di questa Brigata si scontrano con la 16.ma Divisione corazzata « Reichsführer SS », comandata dal maggiore delle SS Walter Reder. L’unità ha già infierito nella zona delle Alpi Apuane (Sant’Anna di Stazzema, San Terenzo Monti, Vinca) ed ha il compito di « ripulire » la zona. Ma, dato che i partigiani riescono sempre a sganciarsi, non ci sono scontri diretti. Il 29 settembre « Lupo » cade in combattimento.

Imbestialita per la resistenza incontrata intorno a Marzabotto e per la scarsa efficacia dei suoi attacchi, la formazione di SS si vendica sulla popolazione civile. Fra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, 770 persone ( 216 hanno meno di 12 anni , 142 oltre 60, 316 sono donne e 5 preti) sono massacrate a Marzabotto e in 15 località fra la valle del Reno e quella del Setta, fra Monte Sole, Monte Salvaro e Monte Termini. Nel corso di una messa, i parroco della frazione di Cavriglia viene rinchiuso nella chiesa con i suoi fedeli. Tutti vengono assassinati a colpi di bombe a mano. La chiesa viene distrutta. I nazisti bruciano le case e uccidono il bestiame. Deportano circa 500 uomini. Sopravvivono alla strage di Marzabotto solo due bambini di 6 e 8 anni.

Il rapporto fra militari tedeschi caduti (9) negli scontri con i partigiani e vittime civili italiane è di quasi 1 a 100. Lo sterminio dei civili è dovuto a un crudele calcolo. Un numero più grande possibile di morti è necessario per poter comunicare di aver svolto l’azione con successo. Davanti al municipio di Marzabotto una lapide ricorda la strage. Dentro il Sacrario dei Caduti ci sono i nomi e l’età delle persone assassinate e, davanti, quelli di alcuni dei luoghi delle stragi naziste in Europa. Fra gli altri Lidice (Repubblica cèca), Auschwitz (Polonia), Oradour (Francia), Kalavryta (Grecia), Guernica (Spagna).

Giustiniano

29 settembre 2017

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