Ieri sera, alla TV francese, botta e risposta  sulla politica fiscale e sociale del governo fra il leader della France insoumise, Jean-Luc Mélenchon, e il primo ministro, Edouard Philippe. « Quando ci sono 9 milioni di poveri è inaccettabile che si diano altri 4 miliardi a quelli che hanno già tutto. Quando ¼ dei francesi rinunciano alle cure perché costano troppo è inaccettabile una riduzione del bilancio della sanità di altri 4 miliardi. Quando 2 milioni di persone aspettano, talvolta da 10 anni, non un castello ma una casa popolare, è inaccettabile la riduzione dei fondi che servono a costruirle… » attacca subito Mélenchon.

E aggiunge che la teoria secondo la quale « se i ricchi sono molto ricchi briciole sempre più grandi cadranno nel piatto dei poveri , anche se funzionasse, cosa che non è mai accaduta in nessun posto, sarebbe indegna di una repubblica come la nostra ». Mélenchon propone un’imposta universale, di « tassare i redditi da capitale come quelli del lavoro, 14 scaglioni d’imposta perché  tutti paghino in proporzione ai loro mezzi ».

Edourd Philippe replica che « la Francia va male, da tempo soffre di una disoccupazione di massa. Altre economie non meno democratiche ma meno affezionate ai diritti sociali sono riuscite a ridurre la disoccupazione grazie a un certo numero di misure ». Mélenchon ribatte che « se si tratta di lavoretti da 1 euro l’ora come in Germania, la Francia non ci sta. Arrivare al 4% di disoccupati a quel prezzo non è serio » e ricorda « gli 80 miliardi di euro evasi ogni anno, il doppio degli interessi sul debito pubblico ». Il primo ministro ammette che si tratta di un problema ma non parla del possibile recupero, occupato a dimostrare la necessità di ridurre la spesa pubblica per … riassorbire il debito.

Mélenchon affronta il tema della riforma del Codice del Lavoro. Il primo ministro gli dà di conservatore. Mélenchon risponde che « non ha paura delle parole».  Vuole conservare il welfare e la salute, quando la si ha. E aggiunge che « bisogna sbrigarsi a cambiare la maniera di produrre e consumare perché si stanno avvelenando tutti e si sta distruiggendo il pianeta » Dopo un dibattito durato una ventina di minuti, il primo ministro, rivolto al suo interlocutore,  sospira « io sono un riformista, Lei è un rivoluzionario »…

Giustiniano

29 settembre 2017

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