Tasse ridotte non evitano che i ricchi creino patrimoni nei paradisi fiscali. E’ quanto risulta  da uno studio del National Bureau of Economic Research (USA). La quota di ricchezza nascosta nei paradisi fiscali corrisponde, da decenni, al 10% del PIL annuo. Ma, in cifre assolute, questa ricchezza è molto aumentata. Se nel 2007 era di 6.335 miliardi di dollari, nel 2015 era già di 8.635, oltre il 36% in più. Secondo lo studio, il trasferimento all’estero dei soldi dei superricchi varia da paese a paese. In proporzione al PIL, ad esempio, solo una piccola percentuale della ricchezza dei Paesi scandinavi finisce nei paradisi fiscali. La media europea è del 15% del PIL. I superricchi italiani sono sotto (11,9%), i greci sopra (36,2%). Le cifre sono ben altre per la Russia, l’Arabia saudita, il Venezuela e gli Emirati arabi uniti. Sono questi i paesi che trasferiscono nei paradisi fiscali più denaro (rispettivamente, 73,1% – 64,1%, 56,2%– 56,9% del PIL).

Fra gli Stati con pochi soldi nei paradisi fiscali ci sono Paesi dove si pagano tasse ridotte, come il Giappone e la Corea del sud, ma anche Paesi dove le tasse sono altissime, come la Danimarca e la Norvegia. In alcuni Paesi, se si tiene conto dei patrimoni off-shore, la distribuzione della ricchezza è ancora più ingiusta di quanto si pensasse finora. Se lo 0,1% più ricco della Russia possiede il 12,4% della ricchezza privata del Paese, senza considerare i conti off-shore, con i soldi all’estero si passa al 22,8%. Perfino nei Paesi scandinavi, dai quali viene trasferito poco denaro nei paradisi fiscali, la quota dei superricchi sulla ricchezza totale sale in modo significativo se si tiene conto dei loro conti off-shore.

Un paradiso fiscale sempre meno di moda è la Svizzera. Se all’inizio del millennio il 41% della ricchezza off-shore era parcheggiata in questa madre di tutti i paradisi fiscali, nel 2015 era solo il 26%. Sono i paradisi asiatici a diventare sempre più importanti. Vi vengono depositate già 1/3 delle ricchezze nascoste. Uno è particolarmente importante : l’ex colonia britannica Hongkong. « Hongkong occupa il secondo posto, dietro la Svizzera » scrivono gli autori dello studio. Fra il 2007 e il 2015, le ricchezze che vi sono depositate sono sestuplicate !

Giustiniano

9 ottobre 2017

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