Verso la fine degli anni 50 Sergio Liberovici,  Michele L. Straniero, Fausto Amodei danno vita al movimento Cantacronache. Qualche anno dopo nasce, con  Gianni Bosio, Roberto Leydi, Cesare Bermani, il Canzoniere italiano. Seguono tanti altri Canzonieri, che segnano la presa di coscienza da parte delle classi subalterne dell’importanza e della bellezza della propria cultura popolare di tradizione orale, non più segno di inferiorità sociale ma tratto distintivo di riscatto delle differenze.

Il canto sociale consente di capire la storia e l’attualità dei canti di protesta, di lotta, di lavoro, di affermazione politica e ideologica. Questa storia si arricchisce anche con la diffusione delle ricerche antropologiche, sociali ed etno-musicologiche e l’intreccio con i movimenti politici e culturali e con gli intellettuali che hanno fatto riferimento all’esperienza di Ernesto De Martino, pioniere dell’etnografia della società contadina del Sud dell’Italia  (Sud e magia, Il mondo magico, La terra del rimorso)…

Durante la Resistenza, i partigiani rielaborano i testi di moltissime canzoni popolari : famosa quella delle mondine della pianura padana, che denunciano le loro condizioni di lavoro. Un canto che diventa « Bellaciao », vero e proprio  inno alla Resistenza cantato dal 1963 in tutto il mondo e tradotto in 40 lingue.

Nella colonna sonora del 1968 gli slogan si fondono e si confondono con le canzoni di protesta venute dal movimento beat, con le canzoni politiche tradizionali e con le canzoni d’autore. Ci sono poi le canzoni che subiscono l’influenza del nord e del sud dell’America. E’ una colonna sonora che echeggia nella mente e nel cuore di tutta una generazione : da « Contessa » di Paolo Pietrangeli a « Comandante Che Guevara » di Ivan Della Mea, da « Dio è morto » di Francesco Guccini a « Morti di Reggio Emilia » di Fausto Amodei,  insieme a molti altri motivi e versi che sarebbe troppo lungo citare.

Dopo la conclusione del ciclo di lotte che si sviluppa fra gli anni 60 e gli anni 70, a partire dagli anni 80 la vena creativa della canzone politica si trasforma ed emergono altri fenomeni più rilevanti dal punto di vista etno-sociologico e musicale : la sottocultura punk degli anni 80, il rap e l’hip-hop degli anni 90 e, più recentemente,  le culture dei migranti africani, asiatici, rom che arrivano o si spostano in Europa nel XXI secolo. I sedici membri dell’Orchestra di Piazza Vittorio provengono da 11 paesi…

Giustiniano

21 ottobre 2017

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