I padri della Costituzione  prevedevano un graduale processo di decentramento che avrebbe dovuto portare ad un irrobustimento del tessuto democratico attraverso l’ampliamento delle competenze degli enti locali e territoriali, per meglio rispondere alle esigenze dei cittadini e favorirne la partecipazione ai processi decisionali. L’autonomia populistica di stampo leghista, invece, non fa che accentuare il centralismo regionale nei confronti di Comuni e Città Metropolitane, allontanando i cittadini dalle istituzioni a loro più prossime. Questo referendum ha un obiettivo politico – scaricare su uno Stato non autonomista i fallimenti leghisti, in particolare su mobilità, viabilità e sanità – e un obiettivo economico – gestire un cospicuo flusso di denaro da destinare ai privati « amici » (appalti, scuole paritarie, gestori privati nel settore sanitario e socio-assistenziale).

In 17 anni di maggiore autonomia, la qualità della vita dei cittadini lombardo-veneti è peggiorata. I livelli occupazionali non sono migliorati, nonostante grandiosi ma fallimentari progetti come Malpensa, Fiera ed Expo. Le piccole e medie imprese chiudono i battenti. Nelle zone deindustrializzate si moltiplicano le grandi speculazioni edilizie (laddove esiste già un’enorme quantità di immobili vuoti, messi all’asta per incapacità dei cittadini di far fronte ai mutui in assenza di redditi stabili).  La scuola pubblica è ancora coperta di amianto e vive in strutture fatiscenti mentre la scuola privata paritaria riceve cospicui finanziamenti. I mezzi pubblici sono stati ridotti, aumentando inquinamento e disagi per pendolari e studenti. Le grandi opere relative alla viabilità sono state bloccate per insostenibilità finanziaria da parte delle aziende private appaltatrici (che sono state rimpinguate con fondi pubblici). La sanità regionale ha aggravato i problemi relativi alle liste di attesa, non ha portato alla promessa riduzione dei tickets, ha indebolito i servizi territoriali quali consultori, punti prelievo, pronto-soccorsi. E’ stato introdotto il gestore privato per le malattie croniche.

A conti fatti, il 60% dei lombardi e oltre il 40% dei veneti hanno disertato il voto. La base elettorale del SI’, costituita da Lega nord, Forza Italia, Fratelli e Sorelle d’Italia, non più affascinata dalla politica del « più mercato meno Stato » o « padroni in casa nostra » non si è mobilitata. Che la propaganda dei leghisti e dei loro alleati palesi ed occulti non sia più in grado di smentire la precarietà dilagante, la solitudine sociale, la realtà di una vita dove tutto deve essere pagato caro ?…

Giustiniano

24 ottobre 2017

Print Friendly