Attualmente, pochi temi sono discussi quanto le conseguenze della digitalizzazione per la nostra economia e, soprattutto, per il mondo del lavoro. Vantaggi e svantaggi del capitalismo digitale e del conseguente sconvolgimento della vita di ognuno vengono soppesati in innumerevoli pubblicazioni.  La digitalizzazione non modifica solo la vita delle persone ma anche il processo della creazione di valore. E’ urgente una lettura della teoria marxista all’altezza dei tempi, che indaghi le modifiche introdotte da un nuovo modello di accumulazione nel capitalismo digitale. Infatti, la capacità di sopravvivenza del capitalismo non è più basata soltanto sul duro lavoro in fabbrica e sulla continua automatizzazione del processo produttivo, anche se questi due fattori hanno, oggi come ieri, un ruolo essenziale.

Una sorta di nuovo proletariato, nel capitalismo delle piattaforme delle ex nazioni industriali, sono gli user, tutti coloro che mettono a disposizione i dati sfruttati da Facebook, Uber ed altri portali. Non è raro che gli algoritmi vengano considerati come moderni ostaggi. Tuttavia, non sono gli algoritmi a prendere il potere nel mondo. La società capitalistica stessa è « algoritmizzata » e produce una nuova catena di montaggio sociale : attivi 7 giorni su 7, 24 ore al giorno, sempre collegati, in grado di produrre un flusso costante di dati, in perenne comunicazione, come una macchina. Invece di lavorare meno grazie all’aumento della digitalizzazione e dell’automazione, bisogna produrre di più ed esperimentare una continua colonizzazione del nostro tempo libero. I confini del lavoro e della privacy vengono meno. Attraverso la sharing-economy e la cultura della partecipazione, i consumatori producono flussi continui di informazione e rendono possibili le innovazioni nell’economia.

Ma tutto questo non ha nulla a che vedere con una partecipazione vera. Tutti diventano micro-imprenditori di un’economia ugualitaria, collaborativa, che protegge le risorse mantenendo la proprietà privata, la produzione mercantile, la ricerca del massimo profitto  e il libero mercato. Anche se, soprattutto secondo l’ideologia californiana, le nuove economie digitali vengono vendute come un nuovo capitalismo democratico, in realtà nello status quo capitalista non si verifica nessun cambiamento importante di rapporti di proprietà che diventano, invece, sempre più ineguali.

Giustiniano

5 novembre 2017

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