« Mi chiamo Camila Canicoba e rappresento Lima. Le mie misure sono: 2.202 casi denunciati di femminicidio nel nostro Paese negli ultimi nove anni ». Camila partecipa al concorso di bellezza « Miss Perù 2017 ». La sua protesta è stata seguita da quella di altre 23 candidate, che hanno approfittato dell’elezione per denunciare la violenza contro le donne. Invece del giro di seno e fianchi, citano gli 82 femminicidi e i 156 tentati femminicidi dell’anno in corso. Il 70% delle peruviane sono oggetto di molestie sessuali in strada. La vincitrice del concorso, Romina Lozano, nuova « Miss Perù », ha detto dopo la sua elezione di voler essere una portavoce delle vittime della violenza sessuale. « Questa corona deve servire ad aiutare le donne che non hanno voce. Ora sono io la loro voce », ha detto Romina, 20 anni, al quotidiano «El Comercio ».

I concorsi di bellezza sono spesso accusati di diffondere pregiudizi sessisti sulle donne. Ma le candidate si sono accordate con l’organizzatrice di « Miss Perù » per servirsi del concorso allo scopo di attirare l’attenzione sui femminicidi. Anche se l’elezione è basata su canoni di bellezza superficiali, esercita una vasta influenza su molti uomini e donne che non sarebbero raggiunti dalle iniziative femministe. In Perù e in altri paesi del sud e del nord dell’America c’è un grande movimento di protesta contro gli omicidi dovuti all’odio delle donne e contro il maschilismo, profondamente radicato. Nell’agosto del 2016, a Lima ed in altre città oltre 150.000 persone hanno preso parte ad una delle più grandi manifestazioni della storia del Perù contro le aggressioni alle donne. La parola d’ordine era « Ni una menos » (Non una di meno). Spiegavano che « chi ne tocca una le tocca tutte ». In Perù le aggressioni violente alle donne sono, se proporzionate alla popolazione, fra le più frequenti del mondo.

Giustiniano

5 novembre 2017

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