Dopo i « Panama papers », altri dati relativi alle scappatoie fiscali sono stati appena pubblicati. Si tratta di documenti di uno studio legale nelle Bermude e di una ditta fiduciaria di Singapore riguardanti società fantasma. Non è stato rivelato come i giornalisti si siano procurati questi dati, che comprendono una dozzina di consulenti e important finanziatori del presidente USA Donald Trump. Si parla anche di rapporti d’affari con la Russia. Si tratta, complessivamente, di 13,4 milioni di documenti provenienti dai paradisi fiscali nel mondo. Compaiono i nomi di oltre 120 personaggi politici di quasi 50 Paesi, di imprenditori e sportivi. Ci sono anche informazioni relative a pratiche commercviali di alcune multinazionali. Lo studio legale Appleby è uno dei più importanti nel business off-shore. Consiglia, fra gli altri, istituzioni finanziarie, aziende private e “persone con un forte capitale proprio”. Sulla sua homepage, la ditta si vanta di essere « ricca di idee e di talento ». Nel mondo, Appleby dispone di 470 collaboratori, 60 dei quali sono partners. Uno su due è avvocato. La ditta ha sede nelle Bermude. Possiede dieci uffici nel mondo, ad esempio in paradisi fiscali come le Isole Vergini (britanniche) e l’isola di Man.

L’evasione delle tasse da parte delle multinazionali  sottrae ogni anno ai Paesi dell’UE centinaia di miliardi. Si stima che ai Paesi in via di sviluppo vengano sottratti almeno 100 miliardi all’anno. Si tratta di somme corrispondenti quasi all’importo complessivo degli aiuti allo sviluppo. E’ denaro che viene a mancare per l’istruzione, la sanità e il welfare. Gli autori hanno chiamato la nuova fuga di dati « Paradise papers ». Qualche giorno fa  lo studio legale Appleby, con sede a Bahamas, aveva ammesso la possibilità che dei dati fossero pervenuti illegalmente ai giornalisti di « International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ) aggiungendo pero’ che le sue sono pratiche legali. Dopo verifiche accurate, Appleby ha concluso che non ci sono prove di comportamenti scorretti da parte dello studio o dei suoi clienti. Secondo Appleby, non si è trattato di una fuga ma di un cyberattacco.

All’interno dell’UE, i paradisi fiscali sono Cipro, le isole di Guernesey, Jersey e Man, il Lussemburgo, l’Austria, il Belgio e la Gran Bretagna. E la Svizzera, naturalmente. In Asia ci sono Hongkong , Singapore, Macao, la Malaysia, il Bahrein. In America le Bahamas, le Bermuda, le Antille olandesi, le Isole Cayman, Panama e … gli USA. All’inizio di ottobre, un nuovo studio di economisti aveva rilevato come i superricchi nascondano nel mondo patrimoni del valore di circa 8.500 miliardi di dollari USA nei paradisi fiscali. I ricchi tedeschi, cittadini di un Paese che impartisce lezioni di correttezza finanziaria alla Grecia ed al resto d’Europa, detengono in paradisi fiscali come le Bermude e l’isola di Man il 16% del PIL , cioé oltre 500 miliardi di dollari.

Giustiniano

6 novembre 2017

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