Che le soffiate arrivino dalla Svizzera, dal Lussemburgo o dai paradisi fiscali offshore, non passano due mesi senza che giornalisti indipendenti scoprano un altro scandalo internazionale che riguarda i ricchi, i potenti, le persone importanti e la loro abitudine di nascondere i soldi ricorrendo a  società di comodo e a paradisi fiscali.  Questa volta i giornalisti hanno chiamato la soffiata Paradise Papers.  Come in precedenti occasioni, sembra che adesso siano state scoperte  nuove, più sorprendenti dimensioni di affari sempre più loschi.

Ma, se viene fuori che perfino la regina d’Inghilterra e la buona coscienza della musica pop, il cantante degli U2 Bono, nascondono la loro reale situazione patrimoniale, chi sarà il prossimo proprietario di conti in nero ad essere beccato ? Il papa ? Madre Teresa (post mortem) ? E pensare che al comune mortale il cuore batte per la paura dei controlli quando gli succede di montare in autobus senza biglietto !

Il guaio delle notizie pubblicate non è la comparsa di questo o quel nome ma l’impressione, sempre più netta, che l’apice della società sia marcio fino al midollo. E il problema ancora più grave è che, per arrivare a tanto, si tratta di una società moralmente a pezzi. Le classi dominanti contravviengono ad un ordine ed a leggi alla cui stesura hanno contribuito e di cui approfittano in misura molto maggiore di quanto possa fare l’uomo qualunque in un qualunque autobus.

Giustiniano

7 novembre 2017

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