Solo il grido d’allarme dell’ONU, che allerta il mondo sulla possibilità che in Yemen milioni di persone muoiano di fame, sembra aver strappato l’Occidente alla sua indifferenza. Almeno un poco. Finora gli occidentali si sono volentieri nascosti dietro la comoda tesi della « guerra per procura » fra l’Iran, sciita,  e l’Arabia saudita, sunnita, per il controllo, anche religioso, della regione. Sono circolati solo degli appelli che nessuno ha preso sul serio.

Gli ammonimenti sono stati particolarmente tiepidi perché la monarchia teocratica saudita, che esercita sui suoi sudditi un potere assoluto, gode dello status di alleato speciale della comunità occidentale. E questo comporta quell’atteggiamento di grande comprensione che nasconde piuttosto che chiarire la realtà della guerra per procura : gli attori di quest’ultima vi sono coinvolti, per quanto riguarda lo Yemen, in misura molto diversa. A differenza dell’Iran, dal 2015 l’Arabia saudita ha scatenato una guerra di annientamento, nella quale fa uso di modernissime armi occidentali.

Il regno dei Saud, primo importatore di armi al mondo, acquista dagli USA aerei da combattimento F 15, elicotteri Apache e Seahawk, carri armati M-88 e Abrams, bombe e missili, dal Regno unito aerei da combattimento Tornado e Typhoon, missili Paveway e Meteor, dalla Francia mortai e missili Exocet, HOT, Mistral, veicoli blindati AMX-30, Aravis, Caesar, elicotteri Cougar e Panther, fregate. Questo formidabile arsenale sarebbe inutilizzabile senza i pezzi di ricambio e gli istruttori forniti dagli esportatori.

E’ grazie a questi formidabili strumenti di morte che Riad blocca lo spazio aereo e quello marittimo, impedendo l’invio di aiuti alla popolazione yemenita. Piuttosto che lanciare appelli ai doni, i governi occidentali dovrebbero mettere in moto la loro diplomazie, piuttosto che continuare a vendere armi. Ma la tendenza, a giudicare dale visite di Stato degli ultimi mesi, da quella di Trump a quella di Macron qualche giorno fa, è opposta. Gli affari sono affari e tanto peggio per chi paga il conto.

Giustiniano

11 novembre 2017

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