Ad Anversa, quando scende la notte, i fari fanno brillare il selciato umido della Pelikaanstraat. Nei negozi splendono le pietre preziose. Dietro una vetrina, sicuramente blindata, è scritto : « Diamonds are  forever ». Se sono veramente eterni non si sa. Quello che è certo è che i diamanti rappresentano il 10% del PIL delle Fiandre, più di tutte le attività del porto di Anversa messe insieme. Lo storico quartiere vicino alla stazione è da secoli il triangolo d’oro della città. Nella Hovenierstraat, sorvegliata da innumerevoli videocamere, i militari pattugliano, il dito sul grilletto. E’ il regno dei gioiellieri, delle banche, degli istituti finanziari, dei centri per il taglio dei diamanti e degli intermediari, più o meno anonimi. C’è anche un’antica sinagoga ma, tutt’intorno, il pollo tandoori ha sostituito il bagel. I commercianti, le borse ammanettate al polso, portano di rado la kippa e parlano inglese, piuttosto che yiddisch.

Anche se, dagli anni 70, gli indiani hanno preso il sopravvento, Anversa resta il cuore del mercato mondiale dei diamanti, seguito a distanza da Hong Kong e Dubai. Le sue quattro Borse, la più antica delle quali rimonta a 124 anni fa, trattano ancora l’80% della produzione mondiale. Le pietre vengono dalla Russia e, sempre di più, dall’Africa. Paesi come il Botswana, il Sud Africa o la Namibia cominciano timidamente ad esportare diamanti lavorati, ma gli altri continuano a spedire ad Anversa le pietre grezze. Nella città restano ormai solo 300 centri per il taglio dei diamanti, cento volte meno che negli anni 60, ma la perizia dei suoi artigiani è tale da continuare a lavorare i diamanti più grossi, mentre i suoi concorrenti indiani e cinesi devono accontentarsi delle gemme da meno di un mezzo carato. Gioielli prestigiosi come il Golden Jubilee (545 carati), il Centenary (273 carati) o il Millennium Star (203 carati) sono stati tagliati qui. Il favoloso Lesedi la Rona (1.111 carati), scoperto alla fine del 2015, lo sarà presto.

Con l’aumento della concorrenza, Anversa ha giocato la carta della tecnologia di punta. La sua perizia nel taglio di alta precisione non ha uguali. Basta visitare i locali della società Laser Edge per capire che siamo entrati in una nuova era. Qui tutto è pulitissimo, ci si crederebbe in una clinica. Il computer ha preso il posto del vecchio microscopio. Sullo schermo lo scanner esamina in 3D una pietra, fatta girare in tutti i sensi per trovare l’angolo migliore per il taglio.  Per il titolare “si dovrebbe ottenere due pietre da un minimo di due carati per ottimizzare il prezzo”. Anche se ad Anversa “non si parla mai di soldi” la differenza puo’ raggiungere, sembra “parecchie migliaia di euro per qualche scintillio supplementare ». L’esperto scruta con la lente una pietra di cui indovina senza difficoltà l’origine : « Angola, chiaramente ; sono pietre di ottima qualità, come quelle che vengono dalla Guinea, dal Botswana o dalla Sierra Leone ». La finezza dei diamanti congolesi, invece, è molto più incerta. Dipende dalla miniera… « per quelli che vengono dallo Zimbabwe è ancora peggio. Il volume della produzione è importante, ma la qualità pessima. »

Per fabbricare un diamante sintetico occorrono 72 ore. Dei secoli per un diamante naturale. Il primo rappresenta ancora solo fra il 10 e il 15% del mercato, ma il suo uso aumenta rapidamente. I diamanti sintetici sono molto usati nell’industria, per la lavorazione di pezzi complessi (componenti informatiche, meccanica di precisione…). E’ un mercato nuovo, nel quale Anversa ha un’ottima posizione. Dato che dal 2000 non è stato scoperto nessun nuovo giacimento, verso il 2100 non dovrebbero più essere disponibili pietre naturali. Per i paesi di provenienza dei preziosi sassi non sarà una gran perdita. Nella classifica mondiale basata sull’Indice di Sviluppo Umano, se la Russia occupa il 50° posto, la Guinea occupa il 179°, la Sierra Leone il 183°, il Botswana il 109°, il Sud Africa il 118°, la Namibia il 127°, il Congo il 140°, l’Angola il 148° e lo Zimbabwe il 172°… (il Belgio occupa il 21° posto e l’Italia il 27°).

Giustiniano

11 novembre 2017

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