Sarah Wagenknecht, capogruppo della Die Linke al Bundestag, si oppone alla richiesta di connotare a sinistra una legge sull’immigrazione. Una simile connotazione viene chiesta, fra gli altri, dalla presidente del partito, Katja Kipping. « Penso che Die Linke dovrebbe  cercare di fare proposte serie » ha dichiarato la signora Wagenknecht al quotidiano « Die Welt ». Secondo lei, sarebbe serio impegnarsi per la fine dell’esportazione di armi in territori in preda a tensioni e per la cessazione del saccheggio dei paesi poveri. La rivendicazione, riportata nel programma della « Die Linke », di « frontiere aperte a tutti» è considerata dalla Wagenknecht una « visione del mondo futuro » e non « una rivendicazione per quello di oggi ».

Secondo la signora Wagenknecht, regolare l’immigrazione è « cinico ». « Perché un Paese ricco come la Germania non è in grado di formare il suo personale specializzato ? », si domanda. Per tappare i buchi si vanno a prendere medici in Irak, Siria, nel Niger o in altri paesi poveri”. Questo non fa che aumentare la miseria locale. “ Non si puo’ essere più cinici”, è il suo giudizio.

Anche il capo gruppo al parlamento della Saar, Oskar Lafontaine, si è espresso criticamente riguardo alle posizioni del suo partito sul problema dell’immigrazione e lo spinge a cambiare linea nel senso di una limitazione dell’immigrazione. « Dato che una società puo’ venire in aiuto di ogni singolo solo in misura limitata, neppure Die Linke puo’ evitare una limitazione dell’immigrazione », ha detto Lafontaine alla rete tedesca delle redazioni dei giornali.

« L’accoglienza di perseguitati politici e profughi delle guerre è un obbligo morale » ha dichiarato Lafontaine. Riferendosi al programma del suo partito ha aggiunto : « il diritto di restare e 1.050 euro per tutti coloro che vengono da noi sono irrealistici.” Inoltre « frontiere aperte a tutte le persone, a tutte le merci e a tutto il denaro » hanno provocato « danni all’economia dei paesi in via di sviluppo.

Giustiniano

13 novembre 2017

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