Saluti romani e stemmi fascisti tornano ancora negli stadi italiani, anzi non li hanno mai lasciati. A Marzabotto, paese tristemente noto in Italia e in Europa – dove nell’autunno 1944 i nazisti, con la complicità attiva dei fascisti,  assassinarono 197 persone, fra le quali 52 bambini – il 12 novembre 2017 si disputa una partita, valida per il campionato di calcio di II categoria,  fra la squadra locale e la « 65 Futa » L’autore del gol-partita, tale Eugenio Luppi, esulta togliendosi la maglia ed esibendo una t-shirt con lo stemma della Repubblica sociale italiana (Settembre 1943 – aprile 1945), « Stato » fondato da Mussolini per servire l’occupante, universalmente esecrato, la Germania nazista. Il nostro non risparmia al pubblico neppure il saluto romano.

Il sindaco di Marzabotto, Romano Franchi, dichiara: «La nostra comunità ha sofferto tanto a causa del nazi-fascismo. Questo atto ingiustificabile è stato premeditato. L’amministrazione comunale procederà per vie legali per chiedere l’applicazione delle leggi esistenti che puniscono il reato di apologia di fascismo. Chiediamo anche alla Federazione Gioco Calcio di prendere immediate misure nei confronti della società 65 Futa che prevedano l’allontanamento del giocatore dai campi di calcio».

Non basta denunciare e sanzionare il calciatore e la società « sportiva » che rappresenta. « Applicare la legge ». Sappiamo come vanno a finire, da 70 anni, questo genere di processi. Tolleranza, indifferenza, banalizzazione dell’esibizione di simboli e gesti fascisti da parte di gruppi neonazisti e neofascisti, del secondo o del terzo millennio, presenti con le loro sedi nelle nostre città e nei nostri paesi, che sfilano liberamente per le strade con i loro macabri stendardi, pubblicità, spesso più che comprensiva,  sui media per le farneticazioni e la violenza di individui fuori della storia finiscono per « autorizzare » l’esposizione di un emblema fascista in un luogo-simbolo come Marzabotto. Perché la Costituzione nata dalla Resistenza e la Resistenza stessa non siano solo parole o semplice memoria, tutti dobbiamo essere impegnati ad applicarne lo spirito e la lettera, con le azioni.Ovunque. Anche nel calcio.

Giustiniano

21 novembre 2017

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