Finalmente, la telenovela del glifosato è arrivata all’ultima puntata. Durava da mesi. Riunioni su riunioni, senza che i 28 paesi dell’UE riuscissero ad arrivare un accordo. Adesso è fatta. L’utilizzo del glifosato è prorogato per 5 anni con i voti a favore di Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Spagna, Lettonia, Lituania, Ungheria, Olanda, Polonia, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia e Regno Unito. Hanno votato contro Italia, Belgio, Grecia, Francia, Croazia, Cipro, Lussemburgo, Malta e Austria. Il Portogallo si è astenuto.

Unendosi, a sorpresa, agli altri 17 Paesi favorevoli al famigerato pesticida, la Germania ha capovolto il risultato. Misteri della Grosse Koalition ! La ministra dell’Ambiente, socialdemocratica, è stata messa davanti al fatto compiuto. Le lobby hanno vinto. Da Monsanto, recentemente comprato – guarda un po’ ! – da Bayer, si festeggia. Schnaps, naturalmente.

L’aspetto più « divertente » di questa stucchevole telenovela è che i « Monsanto papers » hanno rivelato come, poco dopo che, nel 2015, il Centro internazionale di ricerca sul cancro aveva dichiarato che il il glifosato è un « probabile cancerogeno » per l’uomo, la ditta abbia versato a stimati ricercatori consistenti mazzette in dollari perché ne minimizzassero i rischi.

Da notare, inoltre, che gli europei hanno fatto la loro scelta in base alla relazione di un istituto tedesco redatta con il metodo del copia-incolla di documenti Monsanto. Altra interessante coincidenza la pubblicazione, cinque giorni prima dell’ultima riunione europea, di uno studio americano del National Cancer Institute, che dice di non aver trovato alcun collegamento fra glifosato e cancro, a parte un aumento del rischio di leucemia mieloide acuta. Certamente, nulla di grave.

Dunque il glifosato, le cui tracce sono già largamente presenti sulla nostra tavola, nella birra, nel vino, continuerà ad essere riversato nei campi d’Europa. Evidentemente, dopo l’acquisizione di Monsanto da parte di Bayer, alla signora Merkel è stato suggerito che è opportuno  non esagerare nella protezione dell’ambiente e della salute. Un altro colpo per la fama di serietà di cui godono, anzi godevano i tedeschi, dopo quello subito in seguito allo scandalo Volkswagen.

Giustiniano

29 novembre 2017

 

Print Friendly