Un workshop sul « Pensiero strategico di Fidel Castro Ruz » del Centro Studi di Politica Internazionale dell’università dell’Avana e numerosi articoli pubblicati ogni giorno dal quotidiano “Granma” mostrano che, un anno dopo la morte di Fidel Castro, la figura e il pensiero del grande rivoluzionario sono presenti ovunque. E’ piuttosto la situazione politica ed economica ad essere cambiata. Con Donald Trump, gli USA sono tornati alla retorica della Guerra fredda. L’uragano Irma e le difficoltà economiche del Venezuela fanno il resto a qualche mese dal ritiro annunciato di Raùl Castro dalla presidenza.

Domenica si sono svolte le elezioni comunali. Gli elettori erano chiamati a scegliere fra numerosi candidati – espressi precedentemente da assemblee cittadine – i  loro rappresentanti nei consigli comunali (asambleas municipales). Alla fine di questo processo elettorale dal basso si svolgerà quello che porterà alla scelta del presidente, a fine febbraio. Le preoccupazioni vengono dall’atteggiamento aggressivo del nuovo presidente USA.

Negli ultimi mesi, Donald Trump ha alzato la voce con il governo cubano. All’inizio di novembre il governo americano ha decretato nuove restrizioni per i viaggi e gli affari con Cuba dei suoi cittadini e delle sue imprese. Per la maggior parte degli americani i viaggi individuali sono ormai impossibili. Gli affari con le imprese statali cubane sono resi più difficili. Con queste restrizioni, Trump annulla alcune misure prese dall’amministrazione Obama, senza peraltro invertire completamente il suo corso politico.

Un vento gelido soffia sulle relazioni bilaterali. La concessione di visti è bloccata. Si aggiunge la riduzione delle forniture di petrolio dovute alle difficoltà politiche ed economiche del più importante alleato, il Venezuela, e i danni provocati dall’uragano Irma. L’economia di Cuba potrebbe regredire per il secondo anno consecutivo. Secondo alcuni economisti americani, il PIL di quest’anno farebbe un passo indietro pari a – 0,3%. La pressione esterna e le difficoltà economiche hanno provocato una fase « Fasten your seat belts ». Passi ulteriori in senso riformatore, come la decentralizzazione delle imprese statali,  sono rallentati.  L’apertura del settore privato è bloccata. Da agosto non vengono più concesse nuove licenze per il lavoro per proprio conto, definizione delle piccole imprese a Cuba.

C’è molta attesa per le elezioni che termineranno con il primo cambio di generazione dopo quasi 60 anni : per la prima volta dal trionfo della rivoluzione ci sarà un presidente che non si chiama Castro e non fa parte della vecchia guardia. Secondo le previsioni, il successore di Raùl Castro dovrebbe essere l’attuale vice-presidente Miguel Diaz-Canel, un ingegnere di 57 anni. Raùl resterà presidente del Partito comunista cubano, carica alla quale è stato eletto fino al 2021. Sarà la prima volta che presidenza del partito e presidenza dello Stato non sono unite in una sola persona.

Giustiniano

29 novembre 2017

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