Secondo un sondaggio YouGov  commissionato dall’Agenzia di stampa Dpa, il 61% dei tedeschi è favorevole al ritiro delle bombe atomiche USA  rimaste in Germania e il 18% contrario. Un tedesco su 3 (il 32%) considera probabile una guerra atomica entro i prossimi dieci anni. Le armi nucleari  hanno riacquistato importanza in seguito al conflitto coreano e alla crisi ukraina. Secondo gli esperti, nella base aerea della Bundeswehr di Büchel (Renania-Palatinato) sono custodite circa 20 bombe atomiche che, in caso di necessità, sarebbero sganciate da Tornado tedeschi. Nella recente campagna elettorale, socialdemocratici, Verdi e “Die Linke” hanno chiesto il ritiro di queste bombe, che hanno una potenza esplosiva quattro volte maggiore di quella di Hiroshima.

Il 55% degli intervistati chiede al governo, inoltre,  di firmare il Trattato ONU per la messa al bando delle armi atomiche (il 23% è contrario). Il Trattato è stato sottoscritto nel luglio di quest’anno da 122 Stati membri su 193. Tutte le potenze nucleari (le cinque ufficiali e le quattro non ufficiali) e quasi tutti gli Stati aderenti alla NATO, Germania compresa,  hanno boicottato i negoziati.

Neppure l’Italia ha firmato il Trattato. Non è un caso. Sul suolo italiano, infatti, dove si trovano la base atomica dell’Aeronautica militare di Ghedi e quella USA di Aviano, è custodito il numero più alto di armi nucleari USA schierato in Europa  (70 ordigni su un totale di 180). Ma, ufficialmente, questo arsenale non esiste.  Né il governo di Washington né quello di Roma ne hanno mai ammesso la presenza. Le 20 bombe di Ghedi sarebbero sganciate, nell’eventualità di uno « strike » nucleare,  da Tornado italiani del VI Stormo. Non c’è bisogno di sottolineare i rischi per la popolazione ed i costi per lo Stato italiano, sempre più difficili da giustificare data la situazione finanziaria del nostro Paese, quello di Pulcinella, appunto.

Giustiniano

5 dicembre 2017

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