Filosofo, romanziere e drammaturgo, Alain Badiou non abbassa la guardia. I suoi compagni di studi, negli anni 50 e 60, sono, fra gli altri,  Louis Althusser, con il quale partecipa al « gruppo Spinoza, » e Jacques Lacan. Nello stesso periodo milita contro la guerra d’Algeria. Fra la fine degli anni 60 e gli anni 70 partecipa attivamente all’esperienza cinese, senza trascurare il teatro, dove collabora con Antoine Vitez.

Alla faccia di certi suoi compagni di ieri che, come Bernard Henry-Lévy, sono diventati reazionari oggi, Alain Badiou, sempre verde, afferma e riafferma il suo comunismo. Il pensatore, che non ha votato dal 1968, pubblica, presso l’editore Flammarion,  il suo Eloge de la politique, che completa i tre elogi già pubblicati, quello dell’amore (2009), del teatro (2013) e della matematica (2015).

Fedele alla bandiera rossa in un’epoca  – che non è certo la prima – in cui i voltagabbana sono folla, il suo elogio della politica si concentra sulla difesa dell’ipotesi comunista, cioé « dell’appropriazione collettiva di cio’ che è giusto ». Per lui, « o l’umanità rompe con il neolitico contemporaneo rappresentato dal capitalismo ed apre, su scala globale, la sua fase comunista, o resta nella fase neolitica rischiando di perire in una guerra atomica ».

Per Badiou, il cambiamento di scala è storico. Occorre uscire dalla preistoria di cui è parte il presunto giovane e moderno Emmanuel Macron, eletto grazie a un « colpo di Stato democratico », che prolunga, nei fatti, il vecchio ordine « iniquo e concorrenziale » di cui è l’ennesima incarnazione,.

Badiou  sostiene che bisogna stare attenti “a non buttar via il bambino con l’acqua sporca” e che “oggi la democrazia non è nient”altro se non uno strumento di propaganda del capitalismo”. L’’idea comunista, lungi dall’essere evaporata dopo l’esperienza sovietica e quella cinese, è ai suoi primi passi. Gli errori del passato fanno emergere il “nuovo comunismo”, sostenuto da un’alleanza internazionale  fra intellettuali rivoluzionari e proletari nomadi. Per la causa di questi ultimi Badiou milita attivamente, dal 1985, come membro della segreteria della « Organisation politique ».

Il 17 gennaio prossimo, Alain Badiou compirà 81 anni. Auguri !

Giustiniano

14 dicembre 2017

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