Undici dipendenti (su 42) della società Héméra, che ha l’appalto delle pulizie dell’Holiday Inn di Clichy, una cittadina della banlieue di Parigi, sono in sciopero dal 19 ottobre. Innumerevoli manifesti coprono i vetri  delle finestre, che un concerto di clacson, tamburi e fischietti fa vibrare.  A un tiro di schioppo dal raccordo anulare, la loro tenacia suscita la solidarietà di passanti e automobilisti. Qualche cliente mette perfino dei soldi nella cassa di solidarietà. Le camere sono 260. Il prezzo puo’ arrivare a 450 euro.  Sono quasi tutti immigrati e, spesso, non conoscono i loro diritti. I padroni ne approfittano. La protesta è esplosa quando due donne sono state trasferite, senza alcun preavviso,  ad un altro albergo, alla Défense. Una di loro, Blandine, aveva chiesto di lavorare il pomeriggio per poter badare al suo bambino di 11 mesi. La risposta è stata il trasferimento e un orario di lavoro che le imporrebbe di partire da casa alle 4 del mattino !

Spesso i turni sono cambiati all’ultimo momento. Arrivati al mattino, succede di sentirsi dire “torna a casa, oggi non lavori” e di non essere pagati. Le ore di straordinario non vengono retribuite. Il salario mensile si aggira fra 1100 e 1200 euro, week-end e giorni festivi compresi. Ognuna delle 15 cameriere deve  fare, in sette ore, 17 camere  ma, a volte, pulire una camera richiede 1 ora! I trasferimenti fanno parte di una strategia, per rompere il gruppo, eliminare i più combattivi e sostituirli con dei nuovi, meno esigenti. Le lavoratrici chiedono, oltre alla revoca dei trasferimenti e alla soppressione della clausola di mobilità, la regolamentazione delle ore straordinarie,  l’assunzione diretta da parte dall’albergo, giorni di riposo fissi, cestini-pasto e una tredicesima mensilità. Sono sostenuti dai sindacati CNT-SO e CGT-HPE. Sanno che, se accettano i due trasferimenti, tutti potranno essere trasferiti. Denise, Lassana, Mirabelle, Sidibé, Blandine, Bamba, Donnise, Ignace e gli altri sono ben decisi a continuare la lotta fino al raggiungimento dei loro obiettivi : « mostriamo ai nostri figli che combattiamo » dicono.

La direzione smentisce le affermazioni dei dipendenti, afferma di rispettare tutte le disposizioni legali, deplora un conflitto « irresponsabile » che « nuoce alla sua reputazione e alla sua attività ». Oggi, 15 dicembre, è il 51° giorno di lotta.

Giustiniano

15 dicembre 2017

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