Il 16 dicembre 1942 l’OKW (Alto Comando della Wehrmacht) stabilisce che, nella lotta contro le « bande e i loro gregari» « gli Accordi di Ginevra non si applicano ». Ad Est e nei Balcani la lotta deve « proseguire con gli strumenti più brutali ». « Le truppe hanno il diritto e il dovere di servirsi di ogni mezzo anche contro donne e bambini ». Ai soldati viene garantita l’impunità. Nell’ordine è scritto: “nessun tedesco impegnato nella lotta alle bande ed ai loro gregari puo’ essere chiamato a rispondere del suo comportamento”. Anche gli istinti più bassi possono essere sfogati impunemente. I soldati che mostrano “scrupoli di qualsiasi genere” vengono accusati di aver commesso « un crimine contro il popolo tedesco ».

Malgrado la brutalità delle azioni della Wehrmacht, fra il 1943 e il 1944 l’efficienza militare dei partigiani aumenta. Diventano un fattore operativo della condotta della guerra. Nella primavera del 1943 i nazisti progettano, dopo le battaglie di Stalingrado e nel Caucaso,  di riprendere l’iniziativa strategica nei pressi di Kursk. L’avanzata per l’operazione « Cittadella », nome convenzionale dell’attacco, avviene prevalentemente attraverso la Bjelorussia. I partigiani locali informano il comando sovietico dei preparativi della Wehrmacht. La sorpresa viene a mancare. Quando, il 5 luglio 1943, inizia l’offensiva, i generali si accorgono che l’URSS aspetta l’attacco. Prima e nel corso della battaglia i partigiani sferrano una « guerra delle rotaie » contro le linee di comunicazione che provoca gravi problemi alle forze tedesche. I nazisti si vendicano sulla popolazione. Nella Repubblica sovietica bjelorussa, centro del movimento partigiano, migliaia di villaggi vengono rasi al suolo e, in circa 600, viene assassinata tutta la popolazione. L’aggressione e l’occupazione tedesca costerà la vita al 25% della popolazione bjelorussa.

Queste direttive della Wehrmacht, elaborate in accordo con il comando delle SS, valgono fino alla fine della guerra per tutti i soldati, militi delle SS e poliziotti per la lotta contro i movimenti di resistenza armata soprattutto in URSS, ma anche nei Balcani e, dall’8 settembre 1943, in Italia.

Giustiniano

16 dicembre 2017

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