10 LUGLIO 2010 alle 14.30: GRANDE MARCIA PER UNA VERA INDIPENDENZA DELL’AFRICAda Place de la République al cimitero del Père LachaiseDopo quattro secoli di schiavitù di una violenza senza precedenti nella storia, seguiti da tre quarti di secolo di colonizzazione, gli africani pensavano di aver finalmente ritrovato il cammino della libertà e della sovranità all’indomani della proclamazione ufficiale della loro indipendenza. Era un’illusione, perché non faceva i conti con la Cellula africana dell’Eliseo, con i diversi esecutivi francesi, con gli industriali e gli uomini d’affari francesi che non hanno mai accettato questa libertà degli africani.La colonizzazione era diventata ufficialmente fuori legge,  a scapito dello stato francese ed allora quest’ultimo ha organizzato fin dagli anni 60 una forma indiretta di colonialismo rinforzato che in seguito avrebbe meritato un soprannome : la françafrique. Questo sistema della françafrique consiste nel mettere a capo dei paesi africani, con la forza, contro la volontà dei popoli e spesso al prezzo di innumerevoli vite umane, degli agenti africani complici, con il mandato di perpetuare lo sfruttamento del continente da parte della Francia e mantenerlo nella povertà e la dipendenza. In precedenza, il nuovo sistema coloniale francese avrà avuto cura di eliminare o di partecipare all’eliminazione, spesso mediante l’assassinio, dei leaders indipendentisti o dei dirigenti patrioti africani come Ruben Um Nyobé (Camerun, 1958), Barthélémy Boganda (Repubblica Centro-africana, 1959), Félix Moumié (Camerun, 1960), Patrice Lumumba (Congo, 1961), Sylvanus Olympio (Togo, 1963), Modibo Kéita (Mali, 1977), Marien N’Gouabi (Congo, 1977), Thomas Sankara (Burkina Faso, 1987) etc.Il 14 luglio 2010, per commemorare i 50 anni di questo neocolonialismo che ha disintegrato l’Africa e disorientate i suoi popoli, il governo francese ha invitato i suoi complici africani ed i loro eserciti a venire a festeggiare non i 50 anni d’indipendenza come pretendono ma piuttosto la riuscita di 50 anni di saccheggio e di sabotaggio ed a rinnovare il loro giuramento di fedeltà allo stato francese per il prolungamento del sistema nei prossimi 50 anni.Nel frattempo i diritti dell’uomo sono sistematicamente calpestati, gli arresti e le incarcerazioni arbitrarie restano più che mai d’obbligo ; le torture e gli assassinî dei democratici si moltiplicano. Le elezioni sono sistematicamente truccate ; le modifiche delle costituzioni per restare al potere sono divenute la regola ; l’oligarchia, il nepotismo e la svendita dei beni comuni si generalizzano ; le repressioni sanguinose delle manifestazioni più pacifiche sono quotidiane ; l’esodo e l’emigrazione, conseguenze della disperazione, investono tutto il continente !Nessuno puo’ pensare che esista una qualunque forma di indipendenza dei paesi africani essenzialmente francofoni, ancora soggetti al FRANCO DELLE COLONIE FRANCESI (Franco CFA) detenuto e gestito dalla Francia e dalle sue reti bancarie presenti sul continente. Tutto un simbolo della dipendenza economica integrale voluta, imposta e mantenuta da tutti i successivi governi francesi.Le multinazionali francesi come Areva, Bolloré, Bouygues, EDF, France Télécom, Total hanno fatto man bassa su tutti i settori vitali dell’economia sotto la stretta sorveglianza dell’esercito francese con le sue basi e i suoi consiglieri militari disposti a scacchiera ai quattro angoli del continente. Con la scusa del sedicente « aiuto allo sviluppo », il denaro del contribuente francese é utilizzato per indebitare i paesi negli armamenti che servono a reprimere le popolazioni affamate dai dittatori « amici della Francia ».Peggio, lo stato francese trascina ormai l’Unione Europea nel suo veto contro la libertà e lo sviluppo dell’Africa.Collettivo della diaspora panafricana impegnato nella liberazione e la rinascita dell’AfricaTradotto dal francese da Giustiniano Rossi

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