Sul Reno, la navigazione è appena ripresa dopo parecchi giorni di interruzione. In California, la situazione è ancora più drammatica. Dopo un’alluvione seguita a un uragano, una valanga di fango è costata la vita a 13 persone. Da tempo si discute il problema del rapporto fra cambiamento climatico e alluvioni. Secondo studi recenti « la modifica delle precipitazioni come conseguenza del riscaldamento globale aumenterà molto il rischio di inondazioni in prossimità dei fiumi ».

Questi studi si basano su simulazioni al computer nelle quali sono stati sfruttati dati relativi ai fiumi da una quantità di fonti. I dati sulle variazioni delle precipitazioni provengono da un progetto comparativo di modelli climatici. In questo modo, gli scienziati hanno esaminato, fino al livello di singole regioni e città, in quale misura la protezione dalle inondazioni deve essere rinforzata nei prossimi 20 anni. Il Paese che ha il massimo bisogno di adeguamento sono gli USA, vengono quindi parti dell’India e dell’Africa, l’Indonesia e l’Europa centrale. Senza contromisure, secondo questi calcoli parecchi milioni di persone sarebbero minacciate da gravi inondazioni.

Oltre la metà degli USA devono almeno raddoppiare il loro livello di protezione entro i prossimi due decenni se vogliono evitare un aumento drammatico del rischio di inondazioni. Fanno parte delle misure di adeguamento necessarie il consolidamento delle dighe, il cambiamento delle norme per le costruzioni ed anche il trasferimento di interi insediamenti. Senza queste misure, il numero delle persone colpite dal 10% di inondazioni più gravi aumenterà fortemente : in Asia, ad esempio,  da 70 a 156 milioni. Se la temperatura aumenterà di oltre 2 gradi, in molti luoghi un adattamento ai rischi di inondazioni sarà difficile.

Già oggi, le inondazioni sono fra le catastrofi naturali più frequenti e devastanti. Alle stesse conclusioni degli scienziati arriva la più grande impresa di riassicurazioni del mondo, Munich Re (Münchener Rück) : secondo dati forniti dall’impresa, nell’ultimo anno i danni causati da catastrofi naturali hanno segnato un nuovo record. L’uragano « Harvey », che ha comportato alla fine di agosto piogge torrenziali nella regione intorno a Houston, ha causato danni per 85 miliardi di dollari. I danni totali dovuti a catastrofi naturali di tutti i generi sono costati 330 miliardi di dollari, quasi il doppio della media, depurata dall’inflazione, dei 10 anni precedenti, ha reso noto recentemente Munich Re.

Giustiniano

11 gennaio 2018

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