Il 2 marzo 2015, a Via Imbriani, nel quartiere di Materdei, viene occupato l’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Diventa  « Je so’ pazzo »,  una casa del popolo con indicazioni in italiano, francese, inglese per segnalare i servizi e le attività che vi si svolgono : sportello medico, scuola di italiano per migranti, raccolta di indumenti, aula studio, biblioteca popolare, palestra, ambulatorio, scuola di ballo, sportello migranti, cucina popolare, camera del lavoro, teatro, doposcuola, sportello legale, bagni/toilettes…

150 volontari si occupano di tutto questo e molto altro dalle 15 alle 22. Frequentano « Je so’ pazzo » persone di ogni età, colore, nazionalità. A Napoli, dove i servizi sociali sono carenti o inesistenti, le attività mutualistiche sono benvenute. Nel resto d’Italia non è molto diverso. Marx definisce comunismo « il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente »: i militanti di « Je so’ pazzo » sono impegnati dentro il mondo che c’è, senza idealizzarne uno che non esiste, per migliorare la vita del popolo qui e ora. Costruiscono momenti di autorganizzazione, lavorando insieme, in modo collettivo,  per riappropriarsi della propria vita, soddisfare alcuni bisogni fondamentali : salute, scuola, cittadinanza.

Invece di pretendere di insegnare al popolo quello che dovrebbe fare, come si faceva nei volantinaggi di un tempo, si va a scuola dal popolo, si fa inchiesta, si ascoltano le persone, si compiono azioni che hanno un effetto reale, come il controllo dei seggi contro il voto di scambio a Scampia, al rione Sanità, ai quartieri spagnoli, a Pianura, dove imperversano i fasciocamorristi. Scatta una solidarietà popolare e vince De Magistris, che mette « Je so’ pazzo » al riparo da uno sgombero dopo aver avuto in affidamento, con una sentenza della magistratura, la gestione giudiziaria dell’ex OPG.

Sono passati tre anni. « Je so’ pazzo » promuove , insieme a Rifondazione comunista,  una lista nazionale che si presenta alle elezioni politiche del 4 marzo. Nasce  Potere al Popolo : i candidati sono scelti nelle assemblee territoriali fra i militanti che ne sono espressione. Una sperimentazione. Un nuovo strumento politico, oltre i partiti, diventati ormai lobbies, cartelli intorno a personaggi telegenici. Un nuovo modo di essere sinistra nella società. Oggi.

Giustiniano

21 febbraio 2018

Print Friendly