Esattamente 20 anni fa i governi della Repubblica federale tedesca, RFT, e quello della Repubblica democratica tedesca, RDT, si incontrano a Bonn. Fa parte del secondo Christa Luft, ministra dell’Economia da un paio di settimane. Prima dell’incontro ufficiale si svolgono colloqui preliminari. Luft incontra l’allora segretario alle Finanze Horst Köhler. L’uomo le domanda come mai non fa salti di gioia, dato che Kohl propone alla RDT l’introduzione immediata del marco occidentale. L’economista dell’est  risponde che la gente apprezzerà il potere d’acquisto della nuova moneta ma mette in guardia dalle conseguenze : « saremo subito invasi da merci dei Länder occidentali, quelle prodotte da noi spariranno dagli scaffali e perderemo i mercati orientali. » Il futuro presidente federale la definisce, allora, « arrogante ».

L’aneddoto è illuminante. Chi resta scettico per motivi economici è considerato un guastafeste. Non sono i veri arroganti ad essere chiamati tali. Christa Luft ha ragione riguardo alle conseguenze di una riforma valutaria precipitosa. La sua nomina al ministero nel governo di Hans Modrow fra la fine del 1090 e l’inizio del 1990 dipende dalla sua posizione critica nei confronti nell’atteggiamento saccente dei dirigenti della RDT. Quando dirige la facoltà di Economia nel 1988 dichiara che « il suo grande potenziale di studenti e professori non è là per tessere le lodi dei dirigenti del partito ». Taluni la considerano « revisionista ».

Nata nel 1938 a Krakow, nel Mecklemburgo, Christa Luft è destinata ad una carriera di veterinaria. E invece diventa economista. Fortunatamente. Gli economisti di sinistra non sono legione. Secondo Luft, se si dice spesso che la sinistra non si interessa all’economia, gli economisti ne sono in parte responsabili. Occorre approfondire l’economia, andare oltre la politica sociale. « L’economia è il settore principale della società » dice la Luft. « E’ là che ha luogo la creazione del valore e questo necessita un’attenzione costruttiva ». Nel 1956 la Luft inizia gli studi di economia. Passa dalla laurea al dottorato, alla cattedra, alla vice-direzione dell’Istituto internazionale per i problemi economici del sistema mondiale socialista. Dopo la svolta diventa deputata del PDS, capogruppo in parlamento, è impegnata nella Fondazione Rosa Luxemburg. Alcuni suoi commenti sono attualissimi. « Perché la messa in guardia del capo del partito socialdemocratico dagli eccessi del capitalismo sia credibile, il partito dovrebbe finirla con la politica dell’Agenda 2000 » scrive rivolta a Schröder.

Christa Luft ha anche ostinatamente affermato che, perché  il mondo diventi migliore, non basta « più politica sociale ». Già nel dicembre 1989, al congresso straordinario della SED richiama  i compagni al realismo : « In economia tutto deve essere e restare fattibile ». Non è un appello ad adeguarsi ma il tentativo di rendere chiaro che deve esistere un collegamento economicamente sopportabile fra prospettive di breve, medio e lungo periodo. Giovedi’ Christa ha compiuto 80 anni.

Giustiniano

23 febbraio 2018

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