Oggi, la cittadina macedone di Vélès è al centro della politica mondiale. Si trova qui la principale fabbrica di fake news del pianeta. Degli studenti inventano storielle che diventano estremamente popolari fra gli americani medi. Gran parte delle fake news circolate su Donald Trump durante la campagna elettorale vengono da Vélès. L’effetto è stato tale che i media occidentali hanno finito per dire che erano stati i macedoni ad « eleggere » Trump. Ma come funziona la “fabbrica”?

Tutto è cominciato nel 2016, in occasione delle elezioni presidenziali negli USA: molti siti che pubblicavano false informazioni erano registrati a Vélès. La maggior parte pubblicava articoli su Trump o per sostenerlo. A un certo punto gli studenti hanno capito che era possible guadagnare dei soldi con la pubblicità pubblicando notizie secondo una semplice equazione: più sono lette più rendono. Uno dei primi a lanciarsi nell’avventura, inventando storie su Trump, è Dimitr, 19 anni, studente di web-design a Skopje.

“Il clic americano su Internet è quello che rende di più. Noi lo abbiamo capito e abbiamo cominciato a creare dei siti orientati sul pubblico americano” spiega Dimitr. L’obiettivo non era quello di scrivere proprio su Trump. Ma erano gli articoli che lo riguardavano i più letti e dunque i più redditizi. Abbiamo provato a scrivere su Hillaty Clinton e di pubblicare dei testi su Bernie Sanders, ma le sole notizie interessanti erano quelle su Trump.

Maria, 34 anni, è un’altra autrice di fake news. Una rarità in un business dominato da studenti. Sono stati i cugini ad aiutarla a familiarizzarsi con il mestiere della fabbricazione di fake news, parametrando il suo computer e fornendole le necessarie istruzioni. “Mi è bastato un giorno per capire come funzionava” spiega Maria. Il suo interesse è pragmatico. Nella sua città il salario medio è di 200-300 euro mensili, mentre con le fake news è possibile guadagnarne 3.000 o 4.000.

Davanti all’improvvisa celebrità di Vélès, l’atteggiamento delle autorità e degli abitanti è prudente. « Certo, c’è il fattore morale » dice Natalia, un figlio di 18 anni all’ultimo anno di un liceo privato a Skopje. « Dopo tutto sono notizie false, al limite della legalità. Ma diro’ una cosa sediziosa : con l’atmosfera criminale che regna qui è un business perfettamente decente ».

Le autorità, da parte loro, non approvano quest’attività ma neppure la considerano illegale. « Nessuna legge macedone è stata violata. Tutto è conforme alle norme e alle leggi dello Stato. Altrimenti ci sarebbero dei processi » dice il sindaco di Vélès. Per il portavoce del governo macedone, le « fake news sono un modo d’espressione malsano che viola le regole del giornalismo ». Ma aggiunge che « la libertà d’espressione è inviolabile » e che tocca alla comunità giornalistica risolvere la situazione mediante « meccanismi di autoregolazione ».

Giustiniano

24 febbraio 2018

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