Il Movimento 5 Stelle viene definito in molti modi : populista, opportunista, una specie di gelatina, un immenso contenitore nel quale si puo’ mettere tutto quello che non ha voce nella società o tutti quelli che sono delusi da tutto e da tutti. Esiste dal 2009, quando si presenta per la prima volta alle elezioni amministrative come « Liste civiche 5 Stelle », e viene dal movimento degli « Amici di Beppe Grillo », fondato nel 2005. I personaggi principali sono a lungo il cabarettista Beppe Grillo e l’imprenditore IT Gianroberto Casaleggio, scomparso nel 2016, al quale subentra il figlio Davide. Grillo, 70 anni a luglio, è già noto come comico, specialista in anomalie sociali e investigatore undercover negli ambienti economici.

Diventa una specie di tribuno della plebe, il suo blog attira nel corso degli anni sempre più giovani e si trasforma, nello stesso tempo, in una miniera d’oro. L’idea di fondo dei grillini, dal nome del loro incontestato capo, è la « democrazia diretta » (tramite Internet), anche se in origine il nome 5 Stelle si riferisce ad acqua, ambiente, trasporti, sviluppo ed energia. Oggi Grillo è « solo » il garante del movimento, mentre il « rappresentante legale » è il capo politico di turno, attualmente Luigi Di Majo (31 anni), capolista del movimento alle elezioni politiche. Ex studente di Ingegneria, poi di Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli, dove non consegue né l’una né l’altra laurea, Di Majo è fra i fondatori del movimento degli « Amici di Beppe Grillo ».

Una tappa essenziale nella storia del movimento è il V-Day (8 settembre 2007), quando la gente scende in piazza in tutta Italia per esprimere il suo malcontento nei confronti del sistema dominante e dei partiti corrotti. La data vuole ricordare quella del Proclama Badoglio dell’8 settembre 1943 e della fuga di Vittorio Emanuele III, il nome il D-Day dello sbarco in Normandia. Negli anni successivi i 5 Stelle prendono parte a numerose elezioni comunali e regionali, ottenendo al sud il 2% dei voti e al nord fra l’8 e il 12%. Nel 2012 Federico Pizzarotti viene eletto sindaco di Parma e, nel 2014, Filippo Nogarin conquista il municipio di Livorno.

Nel 2013 il movimento partecipa per la prima volta alle elezioni politiche. I suoi candidati si presentano sulla rete e i votanti sono i membri del blog (135.000 secondo le ultime cifre fornite). Grillo si riserva di accettare o respingere le candidature. Il risultato smentisce ogni previsione : i grillini diventano il secondo partito con il 25,55% dei voti. Rifiutano categoricamente di allearsi con altri partiti (anzitutto con il Partito Democratico). Alle elezioni europee del 2014 il Movimento ottiene il 21%. Dopo lunghe trattative con i Verdi e i Liberali aderisce al gruppo di Nigel Farage, capo degli euroscettici britannici. Nel 2016 i grillini vincono le elezioni a Roma e Torino, governate adesso dalle due sindache 5 Stelle Virginia Raggi e Chiara Appendino.

Il resto è la storia di questi giorni. I grillini sono il primo partito italiano e neppure le gravi difficoltà del movimento, in primo luogo a Roma e Torino, ne arrestano la marcia trionfale. Ma l’ultimo balzo, quello verso la maggioranza assoluta, resta nel libro dei sogni. E, se i 5 Stelle vogliono veramente governare, è chiaro che dipendono dal sostegno di altri partiti. Finora Di Majo, che ha già presentato la sua ipotetica lista di ministri prima delle elezioni,  dichiara di voler parlare con  tutti.

Se si legge il programma elettorale ufficiale, risulta facile e, nello stesso tempo,  difficile trovare punti di contatto con altri partiti, dato che i 20 punti che contiene sono in gran parte vaghi. La politica estera e quella europea vengono ignorate, mentre non si esprime una vera avversione, ma solo una critica, nei confronti dell’UE. Alcuni punti si ritrovano nel programma della Lega Nord, altri in quello del Partito Democratico. La base del movimento si considera piuttosto di sinistra, anche se viene continuamente ripetuto che i 5 Stelle non sono « né di destra né di sinistra ». Tuttavia, quando, nelle prossime settimane, si tratterà di eleggere i presidenti delle camere e di formare un governo sostenibile, il movimento dovrà dire di che panni si veste e decidersi per un possibile partner in una coalizione. Sempre che ci siano proposte.

Giustiniano

10 marzo 2018

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