Nel pomeriggio di martedi’ 8 marzo Karim I., un profugo sudanese, è morto per strada, a Porte de la Chapelle, due passi da un Centro di “accoglienza” del Comune di Parigi – il cui accesso è sorvegliato giorno e notte da agenti di vigilanza privata, cani senza museruola e squadre di poliziotti antisommossa – che avrebbe dovuto riceverlo. Per quattro ore, la polizia ha lasciato  il cadavere dell’uomo  in balia delle intemperie prima di decidersi a rimuoverne il corpo.

Emmanuel Macron, con le sue circolari e la nuova « Legge su asilo e immigrazione », ha istituzionalizzato la caccia agli stranieri. Le frontiere, marittime e terrestri, uccidono. E la responsabilità è del governo. Un folto gruppo di persone ha reso omaggio domenica a Karim I., morto di freddo, di mancanza di cure e di umanità. Frutto di una politica menzognera e assassina. Karim I. è morto a pochi metri dalle pietre fatte mettere dal Comune su uno sfiato di aria calda di tre metri quadrati per impedire alla gente di tentare di non morire di freddo.

Davanti a questo Centro di « accoglienza » muoiono lentamente uomini, donne e bambini, abbandonati dallo Stato, da Parigi, dalle associazioni in-umanitarie. Possono contare solo sulla solidarietà attiva di migliaia di cittadini, che si danno il cambio giorno e notte nei dintorni, per nutrirsi, ripararsi qualche ora, sedersi per pochi minuti su una sedia. A volte si tratta di persone anziane, spesso malate. L’omaggio è andato anche alle centinaia di migliaia di morti e di scomparsi in esilio   (fra questi ultimi, 12.000 sono minori).

A questa società non basta che le persone non abbiano uguale dignità in vita. Questa indegnità deve accompagnarle anche dopo la morte. I profughi si preoccupano della sorte delle spoglie di Karim. Sarà inumato ? Cremato ? Fortunatamente ci sono i volontari a ristabilire questa dignità. La sua, la loro, la nostra. Dei fiori sono deposti sui blocchi di pietra che impediscono a chi vive per strada di ripararsi. Alcuni vi hanno scolpito dei messaggi, il nome di Karim, la sua, probabile, data di nascita e quella, certa, della sua morte.

Giustiniano

12 marzo 2018

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