Per Nancy Andrade, la resistenza comincia dalla testa. « I ragazzi neri devono imparare a valorizzare i capelli. Nei media vedono quasi solo bianchi e per questo cominciano a lisciarseli». Andrade, pettinatura afro e largo sorriso, cammina per le stradine della sua città, Salvador. E’ la manifestazione di apertura del World Social Forum (WSF). La donna aggiunge : In Brasile c’è una piramide e le donne nere sono la base. Deve cambiare. » Il rullo dei tamburi echeggia dappertutto. Molti indossano gli abiti bianchi del condomblé. Un gruppo ha formato un cerchio per esibirsi nella capoeira, la danza di lotta afro-brasiliana. Salvador è la capitale del Brasile nero : quattro su cinque sono discendenti di schiavi africani.  Molti sono ancora oggi poverissimi e soggetti a violenze continue. Per Andrade : « la nostra gioventù viene uccisa, è un genocidio della popolazione nera. »

Non ci sono solo gruppi afro-brasiliani. Anche comunità indigene sono fortemente rappresentate. Nailton Muiz è il capo degli indigeni Pataxo’, del sud dello Stato federale di Bahia. Ha disegni neri sul corpo e porta un copricapo di penne. « I diritti conquistati con la Costituzione del 1988 sono calpestati. » Vaste zone delle ex terre indigene sono oggi nelle mani di grandi proprietari. L’agroindustria e grandi progetti controversi minacciano l’esistenza di molte comunità. La situazione sanitaria nei villaggi è drammatica. Con la presidenza Temer le cose sono perfino peggiorate. I Pataxo’ sono venuti a Salvador decisi ad impedire di essere massacrati nelle loro terre.

E’ una manifestazione chiassosa e colorata. Ma il numero dei partecipanti è inferiore alle aspettative. Si attendono 60.000 persone. 1.600 iniziative sono programmate. Gran parte si svolgono sotto bianche tende del campus universitario. I fondi disponibili sono insufficienti. La crisi del Brasile colpisce anche il forum. I militanti internazionali che hanno raggiunto Salvador sono pochi. I gruppi brasiliani dominano il WSF. Anche quest’anno tutto è autogestito. Il culmine sarà la conferenza delle donne. Per Cruz è chiaro : « Non possiamo limitarci ad accusare il capitalismo, ma dobbiamo mostrare di avere una via d’uscita. »

Giustiniano

14 marzo 2018

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