Il 13 marzo scorso, Donald Trump informa  su Twitter i suoi 48 milioni e 700.000 followers di aver destituito il Segretario di Stato (ministro degli Esteri) Rex Tillerson e nominato, al suo posto, Mike Pompeo, 54 anni. L’uomo, di origine italiana (sua nonna  era figlia di una coppia emigrata negli USA da un paesino degli Abruzzi con 2000 abitanti), consegue la laurea in ingegneria meccanica all’Accademia militare di West Point nel 1986. Lascia l’esercito cinque anni dopo. Conseguirà la laurea in giurisprudenza all’università di Harvard.

Avvocato a Washington, presidente del CdA di Thayer Aerospace nel Kansas, presidente di Sentry International (macchinari per l’industria petrolifera) nel 2006, è eletto alla Camera nel 2010, 2012, 2014 e 2016 nel 4° distretto del Kansas. E’ vicino all’ultraconservatore Tea Party e nega l’esistenza del riscaldamento climatico. Il 18 novembre 2016 Trump lo nomina direttore della CIA, dove entra in funzione  il 23 gennaio 2017.

Pompeo è convinto che la decisione di chiudere le prigioni segrete della CIA e l’auspicio che tutti gli interrogatori rispettino le leggi anti-tortura siano gravi errori. Si dichiara, inoltre, favorevole allo spionaggio di massa e di dirigenti stranieri. Sollecita la condanna a morte di Edward Snowden. La CIA agognata da Pompeo deve essere « più aggressiva, brutale, senza pietà, implacabile… ». Per il senatore Lindsey Graham, del partito repubblicano, « nessuno capisce meglio di Pompeo quale minaccia rappresentino la Corea del nord e l’Iran ».

Da quando il presidente USA è entrato in funzione, ha licenziato o costretto alle dimissioni 26 alti funzionari dell’amministrazione, nominati da lui o dai suoi predecessori. Oltre a Tillerson, Tom Price, ministro della Sanità responsabile dell’uso di jet privati pagati con soldi pubblici per spostamenti personali, 17 consiglieri della Casa Bianca e altri 7 alti funzionari di varie amministrazioni federali.

Giustiniano

16 marzo 2018

Print Friendly