« Non vogliamo una nuova guerra fredda. Non vogliamo una nuova corsa al riarmo » dice venerdi’ alla BBC il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, con lo sguardo rivolto alla Russia. Eppure, nel corso di questa settimana, l’impressione è esattamente opposta.  L’attentato con gas tossico ai danni dell’ex agente doppio Sergej Skripal e di sua figlia, ancora lontano dall’essere veramente chiarito, ha fornito il pretesto per una guerra verbale di rara violenza.  Un collante insperato per l’alleanza.

Da tempo gli Stati della NATO non erano cosi’ compatti nella loro solidarietà con l’alleata Gran Bretagna. Una solidarietà che contrasta con la crepa nella più grande alleanza militare del mondo messa in evidenza dal suo rapporto annuale, appena reso pubblico.

La spesa militare della potenza egemone, gli USA, sale in modo esponenziale nell’era Trump. Adesso alcuni alleati europei seguono. Ma non vogliono la corsa al riarmo… Un riarmo che a Washington non basta. Non continueremo a farci sfruttare dai nostri alleati, tuona il presidente. In base ai dati più recenti, l’obiettivo del 2% del PIL che, secondo Trump,  gli alleati dovrebbero spendere in armamenti, è centrato, oltre che dagli USA,  solo dalla Grecia, dalla Lettonia e dalla Gran Bretagna. Lo spauracchio del nemico storico, la Russia, viene a proposito…

Giustiniano

17 marzo 2018

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