Ogni giorno, sulle Alpi Cozie, nei pressi della frontiera franco-italiana (Colle della Scala, 1.760 metri di altitudine, Colle del Monginevro, 1850 metri) militari e poliziotti francesi tentano di bloccare l’ingresso in Francia a dei profughi nel più assoluto disprezzo delle leggi sul diritto d’asilo e la protezione dei minori. Alcuni arrivano a Briançon, a 10 km dalla frontiera,  stremati, affamati, terrorizzati, talvolta feriti. La  polizia francese effettua controlli in base al colore della pelle, spesso non dispone di traduttori, respinge in Italia gli adulti e, quando non respinge anche i minorenni, li abbandona per strada. Per sfuggire ai controlli, i migranti aggirano i posti di frontiera inerpicandosi su sentieri pericolosi, rischiando il congelamento, le cadute, la vita. I cittadini che solidarizzano con loro subiscono intimidazioni e denunce.

Gli abitanti della zona, che conoscono i pericoli della montagna, specialmente in inverno, reagiscono. Organizzano ronde notturne per soccorrere migranti,nascosti nella neve, che vengono dal Senegal, dal Camerun, dal Mali. Hanno traversato la Libia e il Mediterraneo. Il Collettivo « Rifugio solidale » li accoglie. Un bagno caldo, vestiti asciutti, una minestra fumante, un letto. Appena si riprendono,  con l’aiuto della gente del posto, continuano la loro strada. Un anno fa, dei volontari hanno trovato un ragazzo originario della Guinea nella neve, a 1.700 metri, esausto, i piedi congelati. Aveva lasciato l’Italia prima dell’alba. I piedi gli sono stati amputati, ma è sopravvissuto.

Mercoledi’ della scorsa settimana Benoît Ducos, membro dell’associazione « Tous Migrants » e volontario del « Rifugio solidale », convocato al posto di frontiera del Colle del Monginevro, ne è uscito raccontando che aveva dovuto riferire di quello che era successo il sabato precedente. « Se fosse da rifare, lo rifarei », ha detto a 130 francesi e italiani che manifestavano per sostenerlo e denunciare il trattamento riservato ai profughi scandendo « Proteggiamo le persone, non le frontiere ».

Benoît Ducos, ex soccorritore e guida, perlustra la montagna di notte con un amico per prestare soccorso ed evitare tragedie come quella di un anno fa. Vedono un gruppetto formato da una madre, portata da due persone perché non puo’ camminare, dal padre e due bambini. Sono nigeriani. La donna è incinta di 8 mesi e mezzo. Li caricano nella loro auto. Direzione : l’ospedale di Briançon. All’ingresso in città, alle 22, la polizia li blocca. Finalmente, alle 23.15, arrivano i pompieri e portano la donna all’ospedale. Gli altri finiscono al commissariato. La donna mette al mondo Daniel, dopo un cesareo. Il bambino e la madre stanno bene. I profughi sono a Gap, in un centro di accoglienza.

L’ex ministra Cécile Duflos e la senatrice Esther Bombassa (Verdi), La France Insoumise di Bordeaux e Génération’s, movimento creato da Benoît Hamon, hanno denunciato la politica migratoria di Emmanuel Macron e del suo ministro degli Interni, Gérard Collomb. Ex « socialisti ». La prefettura locale sostiene, invece, che « l’azione dello Stato è stata irreprensibile ».

Giustiniano

20 marzo 2018

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