Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, i proprietari di Facebook promettono di proteggere meglio il profilo degli utenti ma, riferendosi all’autorizzazione all’uso dei loro dati personali da parte di questi ultimi, declinano ogni responsabilità. Chi non trova il tasto nascosto « opt out » ha torto. Si tratta di cinismo puro. Quel che è certo è che Facebook ha perso il controllo dei dati dei suoi utenti e reso possibile l’abuso e la manipolazione dei loro profili. Per una protezione veramente efficace, l’intera costruzione della piattaforma dovrebbe essere cambiata.

L’uso improprio dei dati è la conseguenza del fatto che Facebook punta alla massimizzazione del profitto. Come molte altre piattaforme, funziona grazie al commercio di dati. Solo cosi’ realizza profitti. Solo cosi’ la pubblcità mirata è possibile. L’utente, che non paga, non è cliente ma merce. Molti non lo sanno o fingono di non saperlo, dato che la sola alternativa sarebbe non prendere più parte agli scambi sulla più grande rete sociale o rinunciare al comodo shopping on line. E’ cosi’ che Internet è diventata quello che è : un unico mercato pubblicitario che pochi giganti si sono divisi. Le leggi che lo regolano sono solo quelle del mercato.

Gli effetti scuotono le basi stesse dell’ordine democratico. Nello spazio pubblico di Internet viene promossa la polarizzazione e la divisione della società mediante una disinformazione politica mirata. Se si vuole proteggere le basi di un processo di formazione dell’opinione libera e democratica anche su Internet, non si devono abbandonare i processi dell’informazione e della comunicazione alle leggi del libero mercato. Sarebbe fatale. Negli USA, mediante il suo newsfeed, Facebook è diventato il più grande editore di notizie e, diversamente dai media classici, non è soggetto ad alcun controllo. Il caso Cambridge Analytica rivela molte omissioni. E’ il momento di strutturare la rete in modo che ne siano salvaguardati i vantaggi e impediti gli abusi. Sempre che le attuali classi dominanti ne abbiano la voltà e i mezzi…

Giustiniano

27 marzo 2018

 

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