Attrice feticcio e moglie del regista francese Claude Chabrol, personaggio emblematico del cinema francese degli anni 70, Stéphane Audran debutta in teatro negli anni 50. L’incontro con Claude Chabrol determina una svolta nella sua carriera. Ottiene l’Orso d’argento a Berlino, nel 1968, per Les biches (« Le cerbiatte »). Il grande Luis Buñuel la dirige in « Il fascino discreto della borghesia », film che conquista l’Oscar per il miglior film straniero nel 1972.

Lo stesso riconoscimento è attribuito, nel 1987, a « Il pranzo di Babette », tratto dall’omonimo racconto di Karen Blixen. Il film parla del rifiuto del desiderio e del piacere da parte di una piccola comunità religiosa ultrarigorista in un villaggio sperduto sulla costa della Danimarca. Una scelta demolita da Babette Hersant (Stéphane Audran), cameriera delle due figlie di un pastore alle quali è stata raccomandata.

Babette Hersant,  chef del più famoso ristorante di Parigi, il Café Anglais, ha partecipato attivamente alla Comune (marzo-maggio 1871) ed ha potuto salvarsi solo con la fuga. Nel  suo remoto esilio, Babette viene informata di aver vinto 10.000 franchi alla Lotteria francese. La somma le permetterebbe di ritrovare, almeno, la sua libertà finanziaria. Ma lei decide diversamente. Resta e ringrazia le figlie del pastore cucinando per loro ed i loro conoscenti un vero banchetto, per il quale spende l’intera somma.

La comunità, che si nutre di zuppe e di stoccafisso, vede arrivare la tentazione. La lingua è fatta per parlare, non per godere, dice un membro dell’austera congregazione, esterrefatto davanti al carico di cibi rari, stoviglie raffinate e vini squisiti arrivati per nave da Parigi. Filmata come un orgasmo collettivo progressivamente condiviso, la scena del banchetto resta uno dei momenti di massima sensualità  vissuti grazie al cinema.

Stéphane Audran si è spenta stanotte, a 85 anni.

Giustiniano

27 marzo 2018

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