Ormai è deciso : dopo l’università Soros, che ha lasciato Budapest, anche la Open Society Foundation del miliardario americano abbandona l’Ungheria. La nuova sede della Fondazione sarà Berlino. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’annuncio, lunedi’, di una legge « Stop Soros » che renderà la vita difficile alle organizzazioni non governative in Ungheria.

La Fondazione critica duramente il primo ministro ungherese, Orbàn: « il governo dell’Ungheria ha diffamato il nostro lavoro e opprime la società civile », ha dichiarato il presidente della Fondazione, Patrick Gaspard. Da anni Orbàn e il suo partito neofascista, Fidèsz, combattono Soros e accusano l’americano di origine ungherese di fomentare una « immigrazione in massa » nell’UE qualificandolo, fra l’altro, di « nemico pubblico ». E aizzano la gente contro di lui, sopravvissuto all’Olocausto, con una campagna antisemita.

Orbàn rimprovera a Soros di esportare la « rivoluzione ». Lui ne sa qualcosa. Già negli anni 70, il banchiere di investimenti Soros sosteneva l’opposizione anticomunista in Cecoslovacchia (« Charta 77 ») e in Polonia (Solidarność).. Negli anni 80, Soros finanziava in Ungheria dei critici del regime come Orbàn e Fidesz. Viktor Orbàn ha frequentato l’università di Oxford nel 1989 grazie a una borsa elargita da…Soros.

Giustiniano

16 maggio 2018

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