Tenendo conto del voltafaccia retroattivo del presidente USA Trump, resta da chiarire cosa resterà degli impegni previsti nel comunicato finale del vertice G7. I risultati dell’incontro di La Malbaie erano stati comunque magri.

Il conflitto commerciale fra europei, giapponesi e canadesi e gli USA ha finito per far deragliare il vertice. Malgrado i contrasti, c’era stato un accordo su una vaga dichiarazione comune che comprendeva un appello contro il protezionismo ed una requisitoria in favore dell’ammodernamento e di una maggiore equità  dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Ma Trump si è servito della dichiarazione di Trudeau alla conferenza stampa finale come di una scusa per proclamare, da lontano, che la dichiarazione era obsoleta.

A proposito del cambiamento climatico, la dicharazione riflette soltanto le differenze dalla posizione degli USA. Germania, Canada, Gran Bretagna, Francia, Italia e Giappone, oltre ai dirigenti dell’UE, si riconoscono nel Trattato di Parigi, mentre gli USA ne prendono le distanze. Trump era uscito dal Trattato l’anno scorso e voleva, all’inizio, escluderlo dal documento del vertice G7. Anche a proposito dell’accordo sulla lotta ai rifiuti di plastica negli oceani, gli USA, primi responsabili, non intendono collaborare. Il Giappone non sottoscrive l’impegno degli altri a garantire, entro il 2030, una completa riutilizzabilità della plastica. USA e Giappone non sottoscrivono neppure l’obiettivo del riciclaggio, entro il 2030,  di almeno il 55% dei loro residui di materiale sintetico.

La proposta a sorpresa di Trump, formulata alla vigilia del vertice, di riammettere la Russia nel G7, non ha avuto eco. Solo il nuovo capo del governo italiano, Giuseppe Conte, l’ha appoggiata. Tutti si sono accordati sull’opportunità di procedere in comune contro tentativi di destabilizzazione provenienti da paesi come la Russia. Questo è scritto in una dichiarazione a parte. Un nuovo meccanismo per reagire in modo rapido e coordinato a manipolazioni elettorali, attacchi propagandistici ed altre « azioni inaccettabili » deve essere creato. Il presidente russo, Wladimir Putin, ha criticato duramente il G7 ed ha proposto, nell’incontro regionale del gruppo di Shanghai, un incontro bilaterale a breve scadenza con il presidente Trump. Ha definito le critiche del G7 al suo Paese una « sciocchezza creativa ». « Credo che adesso dobbiamo affrontare le questioni concrete di una reale collaborazione ».  Per lui ne fa parte anche il Trattato sul nucleare iraniano. Nella dichiarazione del G7 neppure una parola viene spesa sulla disputa con gli USA a proposito della denuncia del Trattato da parte di Trump. Il problema della denuclearizzazione della penisola coreana, invece, è stato l’unico argomento sul quale i membri del G7 si son trovati d’accordo.

Almeno sul tema dell’uguaglianza dei diritti, uno dei punti essenziali per il Paese ospitante, il Canada, ci sono stati progressi. Gli Stati del G7 vogliono stanziare entro il 2020 tre miliardi di dollari (2,5 miliardi di euro) per sostenere le donne nei paesi in via di sviluppo. I governi stanzieranno un miliardo e ne raccoglieranno altri due dai privati. L’iniziativa intende migliorare l’accesso delle donne all’occupazione, al credito, ai mercati, a posti di responsabilità e ai servizi. Anche l’imprenditorialità femminile sarà facilitata. L’anno prossimo, sotto la presidenza francese, un Organo di consulenza per l’uguaglianza dei diritti introdotto  dal Canada continuerà ad operare.

Questo stanziamento di quasi 3 miliardi di dollari (2,5 miliardi di euro) per spese di istruzione a favore di donne e ragazze in zone di guerra e di crisi è uno dei pochi risultati concreti del vertice. Justin Trudeau ha parlato « dell’investimento finora più importante » in questo settore. La somma deve essere spesa nei prossimi 3 – 5 anni ed è maggiore di quella richiesta a La Malbaie dalle Ong. Una decisione molto bene accolta, in particolare tenendo conto dell’atmosfera politica tesa intorno al vertice, secondo il Consiglio canadese per la collaborazione internazionale. Con questi soldi saranno formati insegnanti, migliorati i programmi e un numero maggiore di donne e ragazze potrenno avere una formazione. Potranno approfittarne anche i profughi.

Giustiniano

11 giugno 2018

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