Da molti anni, una campagna pubblicitaria dell’azienda di cosmetici naturali « Lush » cerca di far luce, in Gran Bretagna, su uno dei più gravi scandali che hanno coinvolto la polizia negli ultimi decenni. Dal 1968, la « Special Demonstration Squad » (SDS), domiciliata presso la Metropolitan Police Force di Londra, ha infiltrato un migliaio di diverse organizzazioni. Si va dai sindacati ai gruppi per la protezione dei diritti degli animali e dell’ambiente, passando per partiti di sinistra e socialisti. I poliziotti dell’SDS sono andati molto oltre i loro compiti. Per le loro false identità vengono usati bambini morti. Fanno parte del lavoro di infiltrazione di questi poliziotti segreti relazioni pluriennali, conclusesi perfino con dei matrimoni. Attiviste e attivisti spiati in questo modo hanno avuto per decenni rapporti con i poliziotti. E con questi ultimi hanno avuto figli.

Ma non basta. L’SDS lavorava in stretta collaborazione con strutture antisindacali di imprese britanniche. Le « informazioni » ottenute grazie alla loro attività spionistica finivano sulle scrivanie di numerosi uffici del personale, nell’industria delle costruzioni e non solo. Questo ha reso possibile la redazione di una lista nera mediante la quale per decenni è stato impedito a decine di migliaia di sindacalisti di esercitare la loro azione.

Dal 2015 un’inchiesta pubblica diretta da un giudice deve fare luce sulla cosa. Dei risultati dovevano essere disponibili da quest’anno. Ma non è cosi’, perché la polizia impedisce con ogni mezzo la minima trasparenza. Fino ad oggi i nomi di copertura e quelli veri dei poliziotti spioni sono ignoti. Vederci chiaro diventa impossibile. Un nuovo rapporto d’indagine dovrebbe essere pronto solo nel 2023. La campagna di « Lush » voleva aiutare a velocizzare le cose. L’apparato dello Stato si è mostrato molto suscettibile. Il ministro degli Interni conservatore, Sajid Javid, ha definito la campagna « un insulto alla nostra polizia, che lavora cosi’ duramente ».

Numerose filiali di Lush hanno ricevuto la visita di ex poliziotti in civile che hanno « amichevolmente discusso » con i dipendenti della campagna pubblicitaria. Il sindacato di polizia britannico ha invitato a boicottare la ditta ed ha organizzato una campagna ostile sui social media. La pressione è stata efficace : le immagini che criticavano i poliziotti sono state ritirate. Ma l’azione ha avuto lo stesso i suoi effetti. Il tema desta attenzione come mai prima. Perfino la rivista patinata « Elle » dedica un reportage agli « Spycops ». I lettori possono dire la loro sulla campagna di Lush on line. Risultato : l’88% è favorevole. Con le sue pressioni, la polizia si è tirata la zappa sui piedi…

Giustiniano

16 giugno 2018

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